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Tag Archive for: COLOMBIA

Monografie “COLOMBIA”

MEMBRO ICO codice n. 3 Gruppo “Colombiani dolci”
SPECIE BOTANICHE Arabica lavati
SACCHI da 70 kg in juta o fibra naturale (tara 0,8 kg)
RACCOLTO PRINCIPALE da settembre a dicembre
RACCOLTO SECONDARIO (MITACA) da aprile a giugno
ESPORTAZIONE tutto l’anno a partire da novembre
PORTI DI IMBARCO Buenaventura e Cartagena
PRODUZIONE ANNUA* 2017/2018: 14.000 * (x 1000 sacchi, fonte ICO, anno raccolto da ottobre a settembre)

 

 

Capitale: BOGOTÀ
Lingua parlata: spagnolo
Area totale: 1.141.748 km²
Moneta: Peso Colombiano (HNL)
PIL: Totale 497.255 miliardi di $ Pro capite $ 7,919
Paesi confinanti: a est Venezuela e Brasile, a sud Perù ed Ecuador e a nord-ovest Panama

 

 

Le prime informazioni che abbiamo sul caffè in Colombia sono del 1723. Molto probabilmente le prime piantine furono introdotte dai Gesuiti dalle Antille attraverso il Venezuela.
La coltivazione iniziò nel 1732 nella regione settentrionale Orinoco e, partendo dal seminario di Popayan nel dipartimento del Cauca, venne estesa successivamente alle regioni meridionali.
La coltivazione commerciale avvenne invece soltanto verso la fine del secolo XVIII nei dipartimenti di Santander e Boyaca e successivamente tra le colline nei pressi di Medellin.
Dalla seconda metà del 1800, in seguito all’indipendenza ottenuta dalla Spagna e a condizioni di prezzo particolarmente favorevoli, il caffè conobbe una crescita esponenziale nel paese.
Si calcola infatti che da una produzione annua di 1000 sacchi si passò nel giro di 30 anni a 100.000 sacchi. In seguito, l’ammodernamento della rete ferroviaria diede una spinta ancora maggiore alla produzione in particolare nei dipartimenti centrali di Caldas e Antioquia e nel 1930 la produzione annua superò i 3 milioni di sacchi, il 10% delle esportazioni mondiali.
Questa crescita così repentina portò i coltivatori ad organizzarsi e venne creata a questo proposito la Federacion Nacional de Cafeteros de Colombia (Fedecafé), organo che è formalmente in mano ai produttori, ma che agisce a tutti gli effetti come un ente governativo. Il suo compito principale è quello di esportatore, ma la sua azione si estende anche alla regolamentazione del mercato, nonché alla realizzazione di infrastrutture, scuole e in ambito scientifico.
A questo scopo venne creata la CENICAFE (Centro Nacional de Investigaciones de Café), organizzazione che lavora a fianco dei produttori e che a creò a metà degli anni 80 la Colombia variedad, una qualità particolare resistente alla ruggine.
Oggi la Colombia è il primo produttore di Arabica lavati e il terzo a livello mondiale dopo il Brasile e il Vietnam.

 

 

JUAN VALDEZ LOGO

La Fedecafé decise alla fine degli anni ’50 di proteggere l’origine dei caffè 100% colombiani distinguendola da caffè miscelati con altre origini. Venne così creato nel 1959 dall’agenzia americana Doyle Dane Bernbach il marchio Café de Colombia raffigurante il coltivatore tipo della Colombia a cui venne dato un nome tipicamente ispanico, Juan Valdez (come il nostro Mario Rossi o il John Smith degli americani). Al suo fianco la fedelissima asina Conchita e sullo sfondo sono raffigurate le montagne della Colombia. Questa immagine, oltre che simbolo della Colombia è divenuta ormai sinonimo di caffè.

 

 

COLOMBIA TIWUN

La Confederation Indigena Tayrona (CIT) è la legale rappresentante della comunità Arhuaco, popolazione aborigena che da secoli abita nella zona montuosa di Sierra Nevada de Santa Marta sulla costa caraibica della Colombia. La filosofia di vita di queste popolazioni è il pieno rispetto dell’ambiente e di Madre Natura e anche la coltivazione di caffè in queste zone ha da sempre seguito questa filosofia. Dal 2002 il CIT ha creato un marchio, TIWUN (la parola significa “origine” nella parlata locale), che è un caffè organico certificato dallo Skal-Control Union. La coltivazione è affidata a 345 famiglie Arahuache che possono così avere un sostegno economico ed evitare allo stesso tempo che la comunità entri a contatto con la coltivazione di oppio e coca.

 

 

COLOMBIA MEDELLIN SUPREMO

LAVORAZIONE: lavato
ZONA DI PRODUZIONE: Antioquia
ALTITUDINE: 1700 m
CRIVELLO: grane omogenee trattenute dal crivello 17 e una tolleranza del 5% di sottocrivello. Non deve comunque passare dal crivello 14
COLORE: verde intenso
UMIDITÀ: deve essere inferiore al 12%
TOSTATURA: City roast. Consigliata una tostatura piuttosto leggera per far risaltare l’aromaticità e l’acidità.
TAZZA: Molto profumata presenta caratteristiche uniche con note di caramello e cacao. In genere ha una tazza dall’acidità fine, molto corposa e tendente al dolce. Purtroppo è incostante a causa delle differenze climatiche delle sue zone di produzione.
MISCELA: Considerato da molti una qualità insostituibile, può essere usato anche in larghe percentuali.

Rubrica a cura di
Alberto Polojac

Trieste e Manizales sempre più vicine

“Poste le basi per un gemellaggio strategico tra le due città caffeicole”

 NOTIZIARIO TORREFATTORI, maggio 2017, autore F.M. • 

Si dice sempre che la premessa per una buona relazione è avere molti interessi in comune. Quelli tra Trieste e Manizales, città colombiana di 400.000 abitanti che sorge a un’altitudine di 2.160 metri, sono molteplici e non riguardano solo la parte puramente commerciale legata al mondo del caffè.
Nel corso della missione istituzionale e imprenditoriale organizzata dall’Associazione Caffè Trieste 1891 che si è tenuta a metà marzo scorso, un gruppo di imprenditori triestini ha potuto conoscere e apprezzare i diversi aspetti che fanno del capoluogo della regione di Caldas, territorio fertile che sorge a nord del cosiddetto Eje Cafetero (Asse del caffè), un ottimo partner con cui avviare collaborazioni su diversi fronti.


“Questa missione nasce dalla massiccia rappresentanza del Comune di Manizales con la Regione di Caldas e la Federazione dei Commercianti alla fiera TriestEspresso Expo 2016” ci racconta Fabrizio Polojaz, presidente dell’Associazione Caffè Trieste 1891 “che ha posto le basi per l’avvio di un percorso che si articola su 3 principali pilastri: istituzionale, commerciale, formativo”.
Per quanto riguarda il lato istituzionale, pur non avendo potuto partecipare alla missione, il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha recentemente confermato l’intenzione di avviare la complicata procedura che porterà al gemellaggio di Trieste con Manizales. “Sarebbe il secondo gemellaggio della nostra città con un’altra località legata al caffè, dopo quello con Santos, Brasile, istituito già negli anni ’70”, ci illustra Fabrizio Polojaz “e sarebbe un ulteriore collegamento tra una capitale produttiva e Trieste, capitale della trasformazione e dell’espresso”. Gemellaggio che potrebbe generare anche nuovi scambi culturali e turistici.


Dal punto di vista commerciale, le attività future verranno portate avanti grazie all’accordo tra Fenalco e Confcommercio Trieste (già siglato lo scorso anno durante la kermesse triestina) e intanto questa missione ha permesso di conoscere da vicino le caratteristiche del prodotto locale.
Interessante è l’analisi fatta da Omar Zidarich, presidente del Consorzio Torrefattori delle Tre Venezie: “Uno degli output della missione è stato anche verificare la situazione delle piantagioni nella regione di Caldas. Anche se qualche mese fa si parlava di volatilità di prezzi e incertezza sul raccolto, posso dire che lì non ci sono crisi di prodotto ma si prevede un aumento della produzione. Anche dal punto di vista qualitativo, il problema della roja è stato superato grazie a degli innesti. Per i torrefattori interessati al settore bio, inoltre, posso garantire che in questa regione tutto è realizzato secondo gli standard internazionali e non sono usate sostanze chimiche”.


Il lato formativo seguirà due percorsi: il primo per studenti, grazie alla collaborazione tra alcuni istituti superiori e i dipartimenti di Agraria dell’Università di Caldas e dell’Università di Udine, mentre il secondo percorso sarà dedicato agli operatori di settore. “Nel primo caso si avvieranno collaborazioni in ambito ricerca ma anche scambi studenteschi e stage formativi”, dice Fabrizio Polojaz “mentre per chi opera nella filiera del caffè punteremo alla formazione su assaggio e valutazione, per migliorare qualitativamente il loro prodotto e preparare le loro imprese e produttori a valorizzare la materia prima e adeguarla al mercato e all’uso italiano”.


Manizales è chiamata anche “La ciudad de las puertas abiertas” per lo spiccato senso di ospitalità, altro tratto che la accomuna a Trieste, crocevia di culture che ha fatto dell’apertura e dello scambio tra popoli uno dei suoi punti di forza e di pregio.