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Tag Archive for: Giorgio Caballini di Sassoferrato

Saluti ed auguri del “GITC”

“Saluto del Presidente Marino Petronio”

Egregi soci ordinari e sostenitori,

con grande piacere desidero esprimervi i miei migliori auguri per il 2018.

Dal mio insediamento alla presidenza del nostro Gruppo è trascorso poco più di un anno e come sempre accade nel settore caffè, questo periodo è stato caratterizzato da un notevole fermento.
Prosegue con uno sviluppo impensabile il monoporzionato, una crescita importante non solo nei volumi ma anche continue novità nelle caratteristiche del prodotto: più miscele proposte e packaging dai colori diversi.
Nel recente periodo si registra una diffusione di proposte formative dedicate alla figura del barista che hanno l’obiettivo di accrescere la professionalità nella preparazione dell’espresso. Ci auguriamo che questo porterà maggior qualità nelle tazzine servite, quindi una valorizzazione del nostro lavoro quotidiano di creazione delle migliori miscele.
Il Gruppo ha affrontato e sta affrontando diversi temi, alcuni poi puntualmente riportati sul Notiziario Torrefattori, per citarne alcuni: la percentuale iva per cialde e capsule, il manuale di prassi igienica, lo smaltimento delle pellicole, gli imballaggi destinati alla Germania.
Tra i progetti futuri lo studio condotto dall’Università di Sassari sul mercato del caffè, patrocinato dal nostro Gruppo.
Ho il piacere di segnalarvi che la visibilità del Gruppo è stata veicolata anche attraverso interviste sul quotidiano di Trieste e all’interno di una trasmissione Rai regionale in diretta televisiva.
Desidero cogliere l’occasione per ringraziare il presidente onorario del Gruppo, il Conte Caballini, con il quale ho il piacere di condividere in ogni occasione idee e prospettive del nostro sodalizio.
Una menzione speciale al nostro segretario il sig. Franciosa, sempre efficiente e pronto a rispondere ai quesiti proposti dai soci. Ringrazio per il loro lavoro eccellente il direttore del nostro Notiziario la dott.ssa Susanna de Mottoni e la sig.ra Giuliana Naso Baiez anche per l’aggiornamento puntuale del nostro nuovo sito www.gitc.it

Vi auguro un nuovo anno di soddisfazioni professionali e di crescita, all’insegna di una sempre maggiore concreta collaborazione tra singole imprese per il raggiungimento degli obiettivi comuni.

Marino Petronio

 

 

 

“Saluto del Presidente onorario Giorgio Caballini”

Egregi signori

Soci del Gruppo Italiano Torrefattori e del Consorzio di tutela del caffè espresso italiano tradizionale

Colgo l’occasione, nella mia duplice veste di presidente onorario del G.I.T.C. e di presidente del C.T.C.E.I.T., per porgere a tutti i lettori i migliori auguri di un sereno e proficuo 2018, anno durante il quale spero che le nostre legittime aspettative, affinché il caffè espresso italiano tradizionale possa diventare patrimonio immateriale riconosciuto dall’Unesco, possano raggiungere il traguardo o, quanto meno, essere sdoganate da parte della Commissione nazionale italiana di Roma, giungendo a Parigi dove ritengo non ci sarà più nessun ostacolo.
Il 4 ottobre 2017, presso la sede della C.N.I.U. di Roma (in p.zza Firenze 27) si è svolta un’importante riunione alla presenza per la Commissione italiana Unesco Ministero Affari Esteri del Segretario generale dr. Enrico Vicenti, per il Ministero Affari Esteri Settore Cultura e Patrimonio della dr.ssa Maria Sica, per il Ministero dei Beni Culturali e del Turismo la dr.ssa Stefania Baldinotti, per il ns. Consorzio la dr.ssa Ilaria Danesi, delegata del sottoscritto e dell’arch. Pietro Laureano, coordinatore della candidatura.
In tale occasione sono state verificate le procedure svolte e decisi i passi successivi da compiere.
Procederemo a realizzare gli strumenti necessari per l’iscrizione nell’inventario nazionale, come richiestoci dalle parti ministeriali, incombenze che saranno eseguite da IPOGEA nell’ambito dei compiti previsti per il terzo anno di attività.
Confido, nelle prossime assemblee, di poterVi comunicare che talune difficoltà, dovute ad interventi da parte di enti operanti nel nostro settore, siano state superate e gli sforzi possano anzi essere uniti per il raggiungimento dello scopo che darebbe, che darà ancora maggior lustro e prestigio al settore alimentare italiano già così ben considerato nel mondo.
Colgo anche l’occasione per ringraziare la F.I.P.E. per aver aderito al C.T.C.E.I.T., essendo l’associazione, sia dal punto di vista del numero degli iscritti che della tipologia degli stessi, perfettamente rappresentante l’obiettivo che vogliamo raggiungere e cioè la valorizzazione delle miscele e delle attrezzature italiane sapientemente utilizzate dalle capaci mani dei nostri baristi.
Ringrazio, inoltre, per aver aderito al nostro Consorzio, l’”Italian Exhibition Group” (a merger of Rimini Fiera and Fiera di Vicenza) per l’appoggio e la visibilità che certamente già da gennaio a Rimini ci saprà dare.

Ad maiora semper e con indefessa determinazione.

Giorgio Caballini di Sassoferrato

Espresso italiano da tutelare: quello tradizionale

“Le voci di Caballini e Odello sul Consorzio di Tutela”

 NOTIZIARIO TORREFATTORI, settembre 2017, autore Susanna de Mottoni • 

Espressotradizionaleitaliano.it: l’azione promozionale dell’omonimo Consorzio di Tutela passa anche da qui, dal nuovo sito web.
Il progetto, volto a ottenere il riconoscimento di patrimonio immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco, non rimane fermo ad aspettare che la candidatura venga approvata a Roma in sede ministeriale. Nell’attesa di giungere all’ultimo step del complesso iter, ovvero la valutazione da parte dell’Unesco stesso, il Consorzio sta lavorando per rafforzare la propria riconoscibilità, per aumentare il proprio peso nel settore e per preparare il terreno per quella che potrebbe divenire la propria azione futura, ovvero tutelare l’espresso tradizionale italiano quale patrimonio dell’umanità.

“Siamo ormai in una fase avanzata – commenta Giorgio Caballini di Sassoferrato, presidente del sodalizio -. Stiamo aspettando un riscontro da Roma, dove la nostra domanda è ormai ferma da più di un anno, ma sono fiducioso, ormai dovremmo esser prossimi a una svolta. Nel mentre stiamo dialogando con vari operatori perché siamo conviti che questo debba essere un progetto quanto più condiviso. Purtroppo riscontriamo anche perplessità, un atteggiamento sbagliato: dovremmo remare tutti nella stessa direzione”. Le perplessità riguardano la tipologia di espresso che si andrebbe a tutelare ovvero quella racchiusa nel termine “tradizionale” che preclude altri sistemi di preparazione. “Eppure noi non stiamo dicendo che cialde, capsule non vadano bene. Semplicemente la nostra candidatura ha un focus ed è fondata sul metodo tradizionale” spiega Caballini. Concetto chiarito anche da Luigi Odello, segretario generale dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano, membro del Consorzio: “L’INEI, che nel 1998 ha codificato l’Espresso Italiano Certificato dando per la prima volta nella storia un volto al prodotto, vede nell’azione del Consorzio il sito privilegiato in cui sviluppare la cultura intorno a un rito che rimane unico al mondo. Come dire: di espresso ce ne sono molti (monodosi, vending, monorigini ecc.) mentre uno solo è italiano tradizionale. Uno solo è italiano certificato”.

E a proposito di riconoscibilità nel mondo, uno dei fronti su cui sta operando ora il Consorzio è quello della registrazione del proprio marchio in molti paesi in cui si consuma caffè: “Abbiamo avviato la procedura in svariati paesi e ad ora il nostro marchio è già registrato oltre che in Italia e in Europa anche in Giappone, Australia e Russia” aggiunge Caballini. “La candidatura Unesco dell’Espresso Italiano Tradizionale è la più importante iniziativa culturale che si potesse intraprendere per la nostra tazzina nazionale – nota Odello -. Dalle ricerche che stiamo compiendo da circa due anni emerge che finora è stato lasciato un vuoto molto importante, si sono perse notizie storiche che dichiarano con precisione che il percorso del caffè italiano, proprio dalla metà del secolo scorso, è stato diverso da quello degli altri paesi. Abbiamo trovato una notizia che, se sarà confermata, allungherà la storia dell’Espresso Italiano di ben 27 anni portandone la nascita al 1857. E nell’evoluzione torrefattori e fabbricanti di attrezzature hanno pari merito. Un’arte via via perfezionata in un paese povero di risorse, ma ricco di ingegno: tutta la storia si svolge intorno a questi due termini”.
In altre parole, riscoprire e valorizzare le virtù della tradizione, per possedere un importante strumento per il futuro.