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Certificazione MOCA: esiste davvero?

“I paletti normativi e come dimostrare la propria conformità”

 NOTIZIARIO TORREFATTORI, giugno 2018, autore Marco Valerio Francone • 

La certificazione MOCA viene sempre maggiormente nominata nel settore degli imballaggi ad uso alimentare o M.O.C.A., ma la certificazione MOCA che cosa è in realtà e soprattutto esiste davvero?
In questo articolo proveremo a fare chiarezza sull’importante tema degli imballaggi alimentari e delle loro caratteristiche in termini di sicurezza igienico-sanitaria e caratteristiche chimico-fisiche.
Per maggiori informazioni, invitiamo a consultare il portale
www.consulenza-qualita.com

 

Il settore alimentare e soprattutto le aziende produttrici di alimenti sono ormai consapevoli dell’importanza degli imballaggi ad uso alimentare o MOCA.
Gli imballaggi ad uso alimentare sono infatti uno degli elementi che determinano in modo significativo la shelf life dell’alimento lungo il suo percorso distributivo e di vendita.

Cosa sono i MOCA

La volontà e la necessità di operare in conformità rispetto alla normativa cogente sui materiali e oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti, rappresenta un’esigenza primaria sia per i produttori diretti che per i trasformatori e/o utilizzatori.
La tendenza però è quella di considerare i MOCA solo come elemento di packaging del prodotto, trascurando invece tutte quelle componenti che servono per realizzarlo. Nei MOCA infatti ricadono anche e soprattutto i macchinari e le apparecchiature per la lavorazione, la preparazione, la conservazione e la somministrazione degli alimenti. Se analizziamo le bevande anche silos, cisterne, serbatori non dimenticando l’ultima fase di distribuzione, automatica in questo caso, che sono le macchine da caffè, le vending machine, ecc.
Anche i materiali necessari alla distribuzione o alla vendita di acqua per il consumo umano dopo il punto di erogazione sono da considerarsi MOCA come, ad esempio se pensiamo al caffè, i raccordi fra rete idrica e impianto di produzione del caffè (la macchina del caffè stessa).
Tuttavia se parliamo del concetto di compliance normativa non sempre si ha la corretta conoscenza sulla normativa sui MOCA sia essa cogente che volontaria.

La conformità dei MOCA rispetto alla propria posizione nella filiera

Per comprendere il settore delle compliance normativa relativa ai materiali e oggetti destinati al contatto con gli alimenti, è utile fare una prima distinzione fra “certificazione” e “ispezione”.
Una certificazione – fonte ACCREADIA – è un processo che mira a definire, sulla base di una specifica tecnica, che tutte le caratteristiche siano assicurate (certificate). Si tratta quindi di percorso fatto verso uno specifico prodotto o servizio.
Si parla invece di ispezione – fonte ACCREADIA – quando vogliamo definire un esame di un progetto di un prodotto, servizio, processo, impianto, e determinazione della loro conformità a requisiti specifici o, sulla base di un giudizio professionale, a requisiti di carattere generale.
A seguito di queste definizioni e facendo le dovute ricerche nel campo delle certificazioni per materiali e oggetti a contatto con gli alimenti, non troviamo nessun riscontro ufficiale e/o accreditato. Di fatto, quindi, non esiste una “certificazione MOCA” se non su base volontaria. Possiamo però adoperare un approccio “ispettivo” che dimostri che il MOCA sia conforme alla propria filiera e alle norme che questa prescrive.

Le norme che regolano il settore

Possiamo distinguere due macro categorie di normative che interessano sia verticalmente che trasversalmente il settore degli imballaggi a contatto con gli alimenti.
Come di consueto la priorità è dettata dalla normativa cogente, ovvero quella direttamente applicabile al settore e che è l’oggetto delle ispezioni da parte degli OdC ufficiali. Le normative MOCA ai quali gli operatori sono tenuti ad ottemperare sono sia di carattere comunitario che nazionale, senza tralasciare nel caso di vendita verso paesi extra UE, anche delle normative applicabili al paese destinatario.

Le principali norme che regolano il settore MOCA nell’Unione Europea sono quindi:

Regolamento CE 852/2004 (capitolo X) del 29 aprile 2004 riguardante l’igiene degli alimenti;

Regolamento CE 1935/2004 del 27 ottobre 2004 riguardante i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari;

Regolamento CE 2023/2006 del 22 dicembre 2006 sulle buone pratiche di fabbricazione dei materiali e degli oggetti destinati a venire a contatto con prodotti alimentari;

D.P.R. 777/82 del 23 agosto 1982 relativo ai materiali e agli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari;

D.M. 21 marzo 1973 Disciplina igienica degli imballaggi, recipienti, utensili destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari o con sostanze d’uso personale;

Direttiva 2006/42/CE (allegato I) del 17 maggio 2006 relativa alle macchine. 

In merito poi alle plastiche si citano fra le più importanti:

Regolamento UE 10/2011 del 14 gennaio 2011 riguardante i materiali e gli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari;

Regolamento UE 1895/2005 del 18 novembre 2005 relativo alla restrizione dell’uso di alcuni derivati epossidici in materiali e oggetti destinati a entrare in contatto con prodotti alimentari;

Regolamento UE 282/2008 del 27 marzo 2008 relativo ai materiali e agli oggetti di plastica riciclata destinati al contatto con gli alimenti e che modifica il regolamento (CE) n. 2023/2006;

Regolamento CE 450/2009 del 29 maggio 2009 concernente i materiali attivi e intelligenti destinati a venire in contatto con gli alimenti;

Regolamento UE 1282/2011 del 28 novembre 2011 modifiche al regolamento (UE) n. 10/2011.

In questa sede non si citeranno altri regolamenti verticali ma è doveroso ricordare che il settore dei materiali e oggetti destinati a venire a contatto con alimenti è esteso anche ai materiali in carta e cartone, cellulosa, ceramica, vetro, gomma, acciai e materiali metallici, quali anche e soprattutto le macchine e linee dove il prodotto viene a contatto, legno e fibre di tessuto.
La conformità dei materiali a venire a contatto con gli alimenti è quindi un percorso che si basa principalmente sulla conoscenza della norma cogente applicata al proprio e prodotto e processo, e sull’analisi dei pericoli interno effettuato sulla logica del sistema HACCP (definizione della GMP – Good Manufacturing Practices – secondo il Regolamento CE 2023/2006).
A corredo delle normative cogenti sia generali che verticali, nascono gli standard privati e le certificazioni volontarie. Queste norme che si inseriscono in un contesto di volontarierà sono spesso ottenute dalle aziende che producono o commercializzano MOCA, al fine di tutelare la GDO e/o innalzare il valore personale percepito dal mercato.

Fra le più conosciute e richieste troviamo:

  • Certificazione BRC Packaging 
  • Certificazione IFS Packsecure 1.1
  • Standard Auditone
  • FSSC 22000

L’insieme di questi regolamenti sia cogenti che volontari portano a dichiarare che i materiali e gli oggetti destinati al contatto con alimenti e realizzati dall’aziende in oggetto, sono CONFORMI alle norme e agli standard considerati.
Se analizziamo la normativa cogente la conformità si traduce nel rilascio della dichiarazione di conformità di cui all’allegato IV del Regolamento UE 10/2001, che deve essere specifica per materiale (e lotto) e che deve essere supportata da analisi di conferma, ovvero il rispetto dei limiti di migrazione globale e specifica, se applicabili, calcolati in specifici condizioni di prova e con simulanti appropriati.
Nel caso invece degli standard privati, il rispetto dei requisiti della norma viene sancito dal rilascio da parte di un ente terzo accreditato, del certificato di conformità che potrà essere utilizzato come strumento commerciale. 

Come dimostrare la conformità dei propri MOCA 

La capacità di una azienda, sia essa un produttore diretto che un utilizzatore o distributore, si basa su 4 canoni normativi principali:

1. Obbligo di disporre e operare nel rispetto dei sistemi di assicurazione della qualità e della sicurezza del prodotto, al fine di tutelale il consumatore e garantirne la salute;

2. Redigere, disporre e fornire le dichiarazioni di conformità dei materiali e oggetti destinati al contatto alimentare, lungo la filiera;

3. Mantenere attivo ed in piena efficienza un sistema di rintracciabilità e tracciabilità dei MOCA e dei loro componenti, mediante una loro corretta identificazione ed etichettatura, al fine di assicurare sempre la possibilità di comunicare eventuali allerte e/o problematiche lungo la filiera; 

4. Disporre in ogni momento e con sistemi efficaci, di tutta la documentazione attestante il rispetto della normativa cogente relativa ai MOCA.

Obbligo di comunicazione MOCA

“Scadenza 31 luglio 2017”

• Comunicazione del Ministero della Salute
• Modulistica da inviare alla Azienda Sanitaria Locale tramite SUAP (Sportello Unico Attività Produttive)
• Istruzioni per la compilazione del modulo.

Scaricate il file qui allegato: “Ministero Salute MOCA”

Le torrefazioni se non sono anche produttrici di materiale MOCA non sono tenute alla comunicazione in quanto hanno già trasmesso al SUAP le indicazioni della loro attività come da Regolamento Europeo Nr. 852/2004.

Obbligo di comunicazione MOCA

“Ciò che c’è da sapere sui materiali e oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti”

 NOTIZIARIO TORREFATTORI, settembre 2017, autore Susanna de Mottoni • 

Per rendere più efficienti monitoraggi e controlli, e conseguentemente incentivare la Sicurezza Alimentare in Unione Europea, vi è un nuovo adempimento che riguarda gli operatori MOCA, ovvero di materiali e oggetti destinati a venire a contatto con alimenti.
Essi devono comunicare la propria esistenza. Il termine per farlo è stato fissato dal decreto legislativo 29/2017 al 31 luglio 2017. Medesimo decreto che chiarisce anche le sanzioni per omessa o ritardata comunicazione.
Ma chi è tenuto a ottemperare questo obbligo? Chiarisce il quadro Marco Pasqualini, consulente in materia di Food safety and Food contact e relatore di un incontro dedicato proprio a questo tema il 13 luglio a Unindustria Treviso, sgombrando immediatamente il campo: le torrefazioni hanno già comunicato al SUAP l’inizio della loro attività in base al Regolamento Europeo 852/2004 pertanto non sono tenute anche alla comunicazione MOCA.

MOCA, ovvero materiali e oggetti destinati a venire a contatto con alimenti. Potrebbe chiarire di che cosa si tratta?
I MOCA sono un insieme eterogeneo e trasversale di manufatti, comunque destinati a entrare in filiera alimentare e in particolare a contatto diretto o indiretto con i prodotti alimentari; comprendono i materiali semilavorati che si prevede o si vuole siano poi impiegati per la realizzazione di tali manufatti.
Lo sono quindi per esempio gli oggetti da cucina, quali posate o contenitori; casalinghi e affini, quali le tazzine od i piatti o caffettiere e pentole; avvolgenti e imballaggi per alimenti; ma anche le parti di macchine destinati ad entrare in contatto con gli alimenti, quali serbatoi, tubi o snodi, valvole, filtri… etc.
Di conseguenza i materiali con i quali tali oggetti si producono, quindi coils o barre di acciaio o altri metalli, pellets di materia plastica, vernici e rivestimenti, carte e cartoni, gomme etc…

In quale contesto normativo si inserisce il recente decreto legislativo 29/2017?
Il Decreto è un atto legislativo a supporto della Sicurezza Alimentare in Unione Europea. Si inserisce infatti negli obblighi comunitari previsti specificatamente per la Sicurezza Alimentare e più in generale per l’applicazione di norme e regolamenti emanati in UE: gli Stati Membri devono assicurare i controlli ed un apparato sanzionatorio proporzionato e dissuasivo. Risponde dunque ad un obbligo comunitario.

Qual è la finalità che consegue questo provvedimento?
La finalità è quella di prevedere un adeguato e ordinato (puntuale) apparato sanzionatorio inerente le norme vigenti in materia di Sicurezza Alimentare di materiali e oggetti in quanto destinati ad entrare in contatto con gli alimenti.

Quali sono le novità introdotte dal decreto?
La vera novità è solo una, anche se fondamentale: il Decreto Legislativo chiarisce che gli Operatori del Settore MOCA devono rendere atto notorio della loro esistenza, allo scopo di popolare la banca dati delle Autorità di Controllo e ciò con il fine ultimo di consentire all’Autorità stessa di programmare e pianificare i controlli ufficiali in modo efficace.
Le altre novità riguardano la sostanza del Decreto Legislativo, che intende mettere a disposizione dell’Autorità Competente per i controlli ufficiali un apparato sanzionatorio articolato e puntuale, riferito alle ipotesi di non conformità in base ai regolamenti generali e specifici comunitari inerenti i MOCA e già esistenti in UE fin dall’anno 2004.

Quali sono i soggetti interessati dal nuovo obbligo di comunicazione?
Tutti i produttori, inclusi gli importatori in UE, i trasformatori e/o i distributori di MOCA; in modo assolutamente speculare alla produzione alimentare e dei mangimi.
Ne saranno interessati quindi tutti gli importatori o produttori in Italia, trasformatori o distributori di oggetti da cucina, quali posate o contenitori; importatori o produttori in Italia, trasformatori o distributori di casalinghi e affini, quali le tazzine od i piatti o caffettiere e pentole; importatori o produttori in Italia, trasformatori o distributori di avvolgenti e imballaggi per alimenti; ma anche importatori o produttori in Italia, trasformatori o distributori, di macchine e parti di macchine destinati ad entrare in contatto con gli alimenti, quali macchine per il caffè, serbatoi, tubi o snodi, valvole, filtri… etc, inclusi gli importatori o produttori in Italia, trasformatori o distributori di macchine erogatrici di prodotti alimentari, per lo stesso principio di cui sopra.
Gli obblighi riguardano l’intera filiera, quindi anche i produttori dei materiali con i quali gli oggetti saranno realizzati.

A quanto ammontano le sanzioni?
Le sanzioni previste sono particolarmente importanti; ciò in virtù del fatto che il Decreto Legislativo attualizza le sanzioni ed anche per il fatto che debbono essere dissuasive.
Sono quindi previste ammende che vanno da un minimo di 1.500€ ad un massimo di 80.000€, naturalmente con una modulazione a seconda dei casi specifici.
Si rammenti che, in merito, per le previsioni vigenti, sarà nel caso irrogata una sanzione pari al doppio del minimo o ad un terzo del massimo previsti.
Il termine per la comunicazione prevista era il 31 luglio. Sono previste (e se sì quali) sanzioni per comunicazioni effettuate in ritardo?
La comunicazione deve essere stata eseguita entro il 31 luglio per tutte le attività d’Impresa già esistenti, che abbiano prodotto/importato, trasformato o distribuito MOCA e/o che abbiano emesso Dichiarazioni di Conformità a tal fine.
Dal 1 agosto, la presenza sul mercato di MOCA o di una Dichiarazione di Conformità di un MOCA, antecedenti la data del 31 luglio, che non trovino supporto e riscontro nella presenza dell’Organizzazione nel registro in possesso delle Autorità di Controllo, potrà essere sanzionato in base al disposto dell’Art. 6 comma 4 del DLgs 29/2017, con una sanzione da un minimo di 1.500€ ad un massimo di 9.000€ (e per quanto sopra detto quindi pari a 3.000€).

Quali sono gli altri importanti adempimenti in tema MOCA a cui sono tenuti gli operatori?
Ogni manufatto destinato a contatto con i prodotti alimentari, nell’Unione Europea, è regolamentato dal punto di vista della sua sicurezza, attraverso un complesso articolato di norme che concorrono per lo scopo. In particolare due classi di regolamentazioni sono da tenere in considerazione per la produzione di MOCA.
La prima classe di regolamenti raggruppa le norme di conformità dei sistemi di assicurazione e controllo della qualità.
La seconda classe raggruppa le norme specifiche relative alla conformità del prodotto, divise poi in norme che declinano i requisiti generali, per tutti i materiali, e norme che declinano requisiti specifici, per alcune specie di materiali.
Ogni azienda che desideri progettare, realizzare, distribuire o importare e immettere sul mercato un manufatto classificato MOCA, dovrà quindi almeno:

1) mettere a punto un Sistema GMP standard, conforme con il Regolamento 2023/06/CE;

2) definire e documentare come fa a garantire il rispetto del Regolamento 1935/04/CE e delle eventuali disposizioni specifiche esistenti per le tipologie di materiali con le quali realizza il MOCA.

Una particolare attenzione sarà da tenere rispetto a quei requisiti definiti fondamentali, sanzionati anche in modo severo dal nuovo Decreto Legislativo n.29/2017.
Non da ultimo si consideri poi che, indipendentemente dalle sanzioni amministrative, la cessione di componenti di MOCA in alimenti, oltre i limiti di sicurezza (per es per migrazione o distacco di parti), comporta la segnalazione di Notizia di Reato ex art. 347 CPP all’Autorità Giudiziaria.
In tal caso, ed in extrema ratio, la eventuale condanna per taluno dei delitti preveduti applicabili dal Codice Penale, importerebbe l’interdizione da cinque a dieci anni dalla professione, arte, industria, commercio o mestiere, nonché l’interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per lo stesso periodo.
Benvenuti in filiera alimentare, dunque.

 

MARCO PASQUALINI & Partners
Via Biamonti, 15 Bis • 10131 Torino (TO) Italy
Tel. 0039 011 819 34 35
direzione@marcopasqualini.it • pasqualinimarco.wix.com/marcopasqualini

 

Attualmente consulente e formatore dell’Istituto Italiano Imballaggio (www.istitutoimballaggio.it).
Lead Auditor qualificato primari OdC sugli schemi UNI EN ISO 22000:05 Food Packaging; Vending e Catering, GMP e Standard di Prodotto oltre UNI EN ISO 9001:08.
Business Operator qualificato, iscritto al registro dei Food Contact Expert AIBO-FCE (www.foodcontactexpert.org) al n. 63/11.
Consulente di Direzione qualificato Experienced Executive Professional.

Storicamente ricopre incarichi di crescente responsabilità nel mondo industriale e dei servizi, tali da conferire una visione delle cose pragmatica ed orientata alla soluzione dei problemi.
Cessata l’attività manageriale ha fondato il proprio studio professionale associato, per la fornitura di servizi altamente specializzati ad enti pubblici, privati ed imprese
Gestisce abitualmente progetti in area Consulenza di Direzione, Sistemi di Gestione della Qualità, Risk Management e Regulatory, con particolare riferimento all’area sicurezza alimentare materiali a contatto con alimenti, ed all’area ambientale (sistemi e prodotti).

Ancora sui MOCA

 

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