I piccoli, ma essenziali accorgimenti che fanno la differenza

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“I 90 anni della Capoccetti. La torrefazione viterbese alla quarta generazione”

• NOTIZIARIO TORREFATTORI, settembre 2020, autore Alberto Medda Costella

“Mio nonno Luigi rappresenta la nascita della torrefazione. Io rappresento la terza generazione. Con l’inserimento di mia figlia Elisa siamo arrivati alla quarta” spiega Maurizio Capoccetti, titolare dell’omonima torrefazione viterbese, in attività dal 1930.
Novant’anni sono passati dalla sua fondazione e dai primi passi mossi dalla storica sede di Via della Ferrovia, ma le radici di questa azienda affondano in tempi ancora più lontani, nella ditta di Antero Capoccetti, che produceva saponi e vendeva al dettaglio prodotti coloniali.

La crisi storica della fine degli anni ’20 del secolo scorso spinse Luigi, figlio di Antero, a circoscrivere la vendita ai prodotti coloniali e ad avviare la tostatura e commercializzazione del caffè. La Capoccetti e figli divenne così punto di riferimento per la città di Viterbo e per il territorio circostante, caratterizzandosi per la qualità proposta con le sue miscele.
“Ci siamo sempre distinti dai gusti della massificazione, proponendo miscele d’alta fascia, 70/30 a salire, a prezzi più sostenuti rispetto alla concorrenza. Lavoriamo un’ottima materia prima all’origine e poniamo particolare attenzione alla fase di trasformazione, con piccoli ma essenziali accorgimenti che ci permettono di offrire un prodotto diverso” riprende Maurizio, che si occupa prevalentemente della parte commerciale della torrefazione.

Proprio quest’anno la Capoccetti compirà il novantesimo anno d’età. Tanti i progetti in programma per l’anno in corso, ma la chiusura forzata di marzo/aprile e l’incertezza generatasi dalla diffusione del Covid-19 hanno costretto a rivedere le iniziative in calendario.

“Col lockdown abbiamo chiuso totalmente. Non facendo GDO, con bar, ristoranti e strutture ricettive chiuse, siamo stati 70 giorni senza fatturare. Prima della serrata dei mesi scorsi eravamo quasi pronti con l’avvio del commercio online. Mancavano quindici giorni alla partenza e se l’avessimo fatto prima certamente ne avremmo giovato”.
Il tono di Maurizio è però rassicurante e se è vero che le crisi portano disagi, sono anche occasioni per riflettere e rivedere alcune strategie. Non sappiamo se con l’autunno ci sarà una ripresa dei contagi del virus, ma le abitudini dei consumatori sono già cambiate.
“Stiamo rivedendo l’ipotesi di tornare nel dettaglio. Nell’ultimo periodo c’è stata una riscoperta dei classici negozi di alimentari nei quartieri o nei paesi. Stiamo lavorando per mettere a punto dei macchinari specifici per fare vending a livello domestico e riattivare ciò che era la classica referenza del 250 grammi, ossia la mattonella sottovuoto o il barattolino”.
La torrefazione Capoccetti se da un lato guarda al futuro con l’ingresso di Elisa, votata all’e-commerce e ai social, dall’altro non dimentica da dove tutto è cominciato. Proprio per celebrare il novantenario verrà lanciato sul mercato un nuovo caffè: antica ricetta 1930. “Non è nient’altro che la rielaborazione di una miscela che producevano mio padre e mio zio. È stata ripescata dalle soffitte in un registro impolverato, dove i nostri predecessori segnavano tutte le miscele in produzione ai tempi. L’abbiamo provata e testata qui in torrefazione per lunghi mesi e a settembre, con una confezione elegante, la presenteremo. È un 75/25. Praticamente ogni 25% di produzione rappresenta una piantagione di produzione specifica”.

 

 

Oggi la torrefazione risiede nella nuova sede di Via del Lavoro, in un moderno impianto di oltre 2.000 mq, avvalendosi, dopo le ultime recenti assunzioni, di 9 dipendenti diretti e di circa 10 commerciali diretti e indiretti, coprendo tutto il territorio regionale del Lazio e una buona parte della Campania, della Toscana, dell’Umbria e della Sardegna, mentre fuori dall’Italia è presente in Germania, Svizzera, Svezia, Francia, Portogallo, Bulgaria, Albania e Russia.
“L’estero è uno di quei settori dove tutti vogliono essere presenti, ma dove è più difficile andare. La strada che ti conduce a meta non è mai quella che ti sei prefissato, perché nonostante si partecipi a fiere importanti e professionali, spesso si attiva il distributore locale con il semplice passaparola, risultato della qualità dei prodotti venduti e proposti, o ancor più dal classico colpo di fortuna, poco professionale ma pur sempre funzionale. I grossi gruppi, con budget illimitati, aprono le filiali seguendo altri iter. Noi ci affidiamo a piccoli e medi distributori di zona, che pur con marginalità ridotte, ci gratificano con volumi interessanti ed elevato riconoscimento d’immagine” conclude Maurizio.


L’artigianalità e le dimensioni famigliari della torrefazione permettono alla Capoccetti di continuare a proporre un prodotto di qualità, valorizzato negli ultimi anni da investimenti mirati all’immagine e al restyling del marchio. Prossimamente verranno presentate tre mono-origini in purezza (Brasile, Sumatra e Honduras), che saranno proposte all’interno dei bar, con appositi macinini on-demand per una degustazione al momento, nell’ottica del rinnovamento a piccoli passi, non dimenticando da dove e quando si è partiti. In Via della Ferrovia, l’11 maggio 1930.