Il Coffee Science and Education Summit consolida il dialogo tra scienza e caffè

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Innovazione scientifica, formazione avanzata e collaborazione internazionale

• NOTIZIARIO TORREFATTORI, marzo 2026, autore Alberto Polojac • 

La seconda edizione del CSES ospitata il 5 e 6 febbraio 2026 al Campus Reidbach della ZHAW Zurich University of Applied Sciences

Il CSES 2026, dal tema Turning Research into Action for a Sustainable Coffee Future, ha proposto un programma articolato di presentazioni scientifiche, workshop tecnici e brevi interventi (“short talks”) che hanno affrontato questioni centrali per la sostenibilità, la qualità e l’innovazione lungo l’intera filiera del caffè — dalla produzione alla tazza. L’evento, organizzato dal ZHAW Coffee Excellence Center — centro riconosciuto per la ricerca multidisciplinare sulla scienza del caffè — ha confermato la propria vocazione come piattaforma di riferimento per professionisti, ricercatori e decision-maker dell’industria globale del caffè.

Programma scientifico e tematiche affrontate

Tra i contributi di spicco, la lectio magistralis di Dr. Aaron Davis (The Royal Botanic Gardens, Kew) si è concentrata sull’importanza di ampliare il portafoglio di specie di Coffea coltivate, per far fronte alle sfide climatiche e socio-economiche che mettono a rischio la produzione di C. arabica e C. canephora. Tale intervento ha offerto una panoramica basata su studi botanici e genetici, con implicazioni per la diversificazione agricola e la resilienza dei sistemi produttivi.

Un altro contributo tecnico rilevante è stato presentato da Dr. Sebastian Opitz (ZHAW CEC), che ha esposto i risultati di analisi volte a quantificare l’impatto dei difetti fisici nel caffè verde sulle proprietà sensoriali e chimiche del caffè tostato, misurando soglie di percezione sensoriale e potenziali marker aromatici associati a specifiche anomalie dei chicchi. Questo tipo di ricerca supporta un approccio più rigoroso alla valutazione della qualità e alla standardizzazione operativa nelle fasi di selezione e controllo.

Il programma ha integrato contributi focalizzati su impatti socio-ambientali, come la presentazione di Pedro Manga (Caravela Coffee) sui rischi di deforestazione nelle filiere latinoamericane e l’importanza di sistemi di tracciabilità conformi alle normative internazionali. Parallelamente, ricerche come quelle di Dr.ssa Fabiana Mesquita de Carvalho (University of Campinas) hanno analizzato l’influenza delle informazioni di etichettatura sulle aspettative e sulle percezioni dei consumatori, evidenziando l’interazione tra comunicazione di prodotto e esperienza sensoriale.

Formazione applicata e trasferimento tecnologico

I workshop tecnici hanno affrontato aspetti operativi di grande rilevanza per la pratica professionale: dalle tecnologie di trattamento dell’acqua, essenziali per l’ottimizzazione dell’estrazione, alla practical roasting and espresso extraction applicata all’analisi degli effetti dei processi di decaffeinazione. Altri moduli hanno evidenziato metodologie di preference mapping per comprendere meglio la qualità percepita del caffè e strumenti applicativi di gestione post-raccolta volti alla mitigazione dei rischi nella fase di lavorazione.

Networking e trasferimento di conoscenza

Accanto alle sessioni formali, il Summit 2026 ha mantenuto elementi di Coffee Village e visite ai laboratori del Coffee Excellence Center, dove i partecipanti hanno potuto osservare direttamente strumenti analitici e metodologie di ricerca d’avanguardia. Questi momenti facilitano l’applicazione delle conoscenze scientifiche in pratiche operative.

Un contributo mirato sul tema dell’innovazione è stato proposto con una breve lezione dedicata alla digitalizzazione della valutazione sensoriale del caffè. L’intervento ha richiamato gli sviluppi più recenti, con particolare attenzione all’integrazione tra dati sensoriali strutturati, strumenti digitali e i protocolli di assaggio CVA – Coffee Value Assessment. In questo contesto, la digitalizzazione non viene intesa come sostituzione dell’assaggio umano, ma come supporto metodologico per migliorare tracciabilità, ripetibilità e comparabilità dei risultati, facilitando il dialogo tra valutazione sensoriale, analisi strumentali e decisioni di filiera.

La seconda edizione del CSES ha consolidato la propria rilevanza come appuntamento di riferimento per lo scambio interdisciplinare nel settore del caffè, promuovendo un dialogo basato su evidenze scientifiche, metodologie applicate e formazione specialistica. In un contesto in cui qualità, sostenibilità e innovazione costituiscono leve competitive essenziali, eventi come il CSES favoriscono l’integrazione tra ricerca accademica e pratica industriale, contribuendo a orientare strategie future per un settore globale in continua evoluzione.