Il diritto al risarcimento dell’impresa
• NOTIZIARIO TORREFATTORI, aprile 2026, autore Avv. Brunella Borgo •
La giurisprudenza riconosce al datore di lavoro la possibilità di rivalersi sull’assicurazione per i costi documentati legati all’assenza del dipendente
Un vostro dipendente subisce un incidente stradale mentre torna a casa. L’errore è di un altro conducente. Lui resta fuori per mesi.
La domanda è semplice: chi paga i costi per l’azienda? Il datore di lavoro, infatti, si trova a sostenere costi significativi durante il periodo di assenza forzata del proprio dipendente. C’è una buona notizia: in molti casi, l’impresa ha diritto a farsi rimborsare queste spese dall’assicurazione del responsabile civile del sinistro.
Nella maggior parte delle situazioni, il datore di lavoro è obbligato dal contratto a continuare a pagare lo stipendio, o almeno una parte, anche durante l’assenza, mentre aspetta che intervengano enti come l’INAIL.

Non finisce qui. L’azienda deve spesso trovare qualcuno che sostituisca il dipendente assente, con tutti i costi che ne derivano: selezione, formazione, gestione burocratica. Ci sono poi i costi legati alla riorganizzazione interna, il calo di produttività e, nei casi più gravi, il rischio di perdere clienti o commesse perché non si riescono a rispettare le scadenze.
Tutte queste voci vengono chiamate “costi fissi” o “costi strutturali”: spese che l’impresa deve affrontare a prescindere, ma che diventano ancora più pesanti quando un lavoratore manca all’improvviso.
Il codice civile italiano stabilisce con chiarezza che chiunque cagioni ad altri un danno ingiusto è tenuto a risarcirlo. Questo principio, sancito dall’articolo 2043 del codice civile, costituisce il fondamento della responsabilità civile extracontrattuale e trova applicazione anche in ambito di sinistri stradali.
Quando un incidente stradale è causato dalla condotta colposa o dolosa di un conducente, questi è tenuto a risarcire tutti i danni derivanti dal proprio comportamento illecito. La responsabilità civile automobilistica, resa obbligatoria dalla legge, garantisce che vi sia sempre un soggetto (la compagnia assicurativa) in grado di provvedere al risarcimento dei danneggiati.
E i danni risarcibili non si limitano a quelli subiti direttamente dalla vittima: includono anche i cosiddetti “danni indiretti”, cioè quelli che ricadono su chi, pur non essendo coinvolto nell’incidente, ne subisce comunque le conseguenze economiche.
La Corte di Cassazione si è pronunciata più volte su questo tema, riconoscendo all’azienda il diritto di agire contro l’assicurazione del responsabile per ottenere il rimborso delle spese sostenute. Non si tratta quindi di una strada nuova o incerta, ma di un diritto ormai consolidato.
Non tutti i costi sono automaticamente rimborsabili. La regola generale è che le spese devono essere concrete, dimostrabili e direttamente collegate al sinistro stradale. Il caso più semplice e frequente riguarda gli stipendi pagati durante l’assenza del dipendente, nella parte che non è stata già coperta dall’INAIL o da altri enti previdenziali. Sono rimborsabili anche le spese straordinarie sostenute per garantire la continuità dell’attività, come l’assunzione di un lavoratore temporaneo o il pagamento di ore di straordinario agli altri dipendenti.
Più difficile, invece, ottenere il rimborso di costi generici o di perdite di guadagno difficili da quantificare. In questi casi, serve una documentazione molto precisa e, spesso, il supporto di un consulente tecnico in grado di calcolare con esattezza l’entità del danno.
Per ottenere il rimborso, il datore di lavoro fa richiesta in fase stragiudiziale alla compagnia assicurativa del responsabile civile, presentando una documentazione dettagliata dei costi sostenuti. In molti casi, le compagnie assicurative riconoscono spontaneamente tali spese, purché adeguatamente documentate.

Qualora la compagnia rifiuti il risarcimento o proponga un indennizzo ritenuto insufficiente, il datore di lavoro può ricorrere all’azione giudiziaria, citando in giudizio sia il responsabile civile che la sua assicurazione. In questo contesto, sarà necessario avvalersi di consulenti tecnici, professionisti esperti in grado di quantificare precisamente il danno subito.
In sintesi. Quando un dipendente si infortuna in un incidente stradale causato da altri, l’azienda non deve rassegnarsi a sopportare da sola le conseguenze economiche. Il nostro ordinamento giuridico le riconosce il diritto di chiedere il rimborso all’assicurazione del responsabile del sinistro.
L’effettivo successo di tale azione dipende dalla capacità dell’azienda di documentare in modo puntuale e circostanziato i costi effettivamente sostenuti e di dimostrare il nesso causale diretto con il sinistro stradale.
Si tratta di un’opportunità importante per le imprese, che possono così limitare le conseguenze economiche negative derivanti da eventi sui quali non hanno alcuna responsabilità, contribuendo a ripristinare un equilibrio patrimoniale compromesso dalla condotta illecita di terzi.
