La Sostenibilità per le aziende del caffè: il “sustainibility manager”

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Governare la transizione

• NOTIZIARIO TORREFATTORI, giugno 2026, autore Serena Barraco • 

Il nuovo manager del caffè coordina filiera, consumi e reporting ambientale

Il mondo del caffè è uno dei settori più vulnerabili al cambiamento climatico e più esposti a rischi sociali. Qui, il Sustainability Manager gioca una partita decisiva per la sopravvivenza stessa dell’impresa. Il responsabile della Sostenibilità è diventato in pochi anni una delle figure più strategiche e ricercate nel panorama aziendale; non si tratta più di una posizione aziendale legata alla comunicazione, ma di un perno attorno a cui ruotano la strategia operativa, l’efficienza finanziaria e la reputazione del brand. La sua attività spazia dalla definizione di politiche ambientali e sociali, alla supervisione dell’adozione di pratiche sostenibili, fino alla misurazione dell’impatto e alla rendicontazione delle performance. In un contesto globale in cui la responsabilità ambientale e sociale è sempre più valorizzata da clienti, investitori e istituzioni, il ruolo del Sustainability Manager è diventato imprescindibile per garantire competitività e innovazione sostenibile. Il suo compito principale è dunque integrare i criteri ESG (Environmental, Social, and Governance) all’interno del modello di business. Deve bilanciare la redditività economica con il rispetto dell’ambiente e l’equità sociale. Tra le sue responsabilità sono incluse l’analisi e identificazione di quali sono i temi ambientali e sociali e di quali siano più rilevanti per l’azienda e i suoi stakeholder. Oppure il monitoraggio dei KPI per tracciare consumi energetici, emissioni di CO2, gestione dei rifiuti e indicatori sociali (diversità, sicurezza sul lavoro). Infine tutte le attività di reporting come la redazione del Bilancio di Sostenibilità (secondo standard come il GRI o la nuova direttiva CSRD). Il suo compito viene dunque inserito in alcune aree principali:

1. Tracciabilità e approvvigionamento etico

Il caffè si muove attraverso una delle filiere più lunghe, dalla piantagione alla torrefazione. Il Sustainibility Manager in questa fase deve implementare sistemi di tracciabilità per garantire che il chicco non provenga da zone deforestate e che ai contadini sia stato pagato un prezzo equo (Fair Trade). Si tratta dunque di gestire rischi operativi, garantendo la conformità normativa (come la EUDR – European Deforestation Regulation) per proteggere la qualità stessa della materia prima dai cambiamenti climatici.

2. Efficientamento energetico della torrefazione

Una volta che il caffè arriva nello stabilimento, l’attenzione si sposta sull’impatto industriale, mettendo a punto sistemi di efficienza energetica per ottimizzare i processi di tostatura. L’implementazione di sistemi di recupero del calore e il passaggio a fonti di energia rinnovabile sono passi fondamentali che il Sustainability Manager guida per ridurre l’impronta di carbonio (Carbon Footprint) del prodotto finito. Potrebbe anche

pensare al packaging e ottimizzare l’uso di materiali riciclabili o compostabili, riducendo l’uso di plastiche. E infine gestire gli scarti e trovarne un sottoutilizzo per sottoprodotti, come la “silverskin” o i fondi esausti. Una volta arrivato in torrefazione, il focus si sposta sull’efficienza degli impianti e sul packaging: il nuovo manager lavora per sostituire i poliacoppiati (difficili da riciclare) con materiali monocomponente o compostabili. Inoltre, gestisce il fine vita delle capsule di caffè, promuovendo sistemi di raccolta e recupero dell’alluminio e del compost.

3. Conformità e reporting

Arriva anche il momento per il sustainibility manager di tradurre i dati in documenti aziendali ufficiali, ad esempio redigendo il bilancio sostenibilità (GRI/ESRS) e il calcolo della carbon footprint (LCA-Life Cycle Assessment).

In definitiva, la figura del Sustainability Manager ha assunto un ruolo centrale e strategico all’interno delle torrefazioni moderne. Non si tratta più di un semplice adempimento normativo o di un costo accessorio, ma di un investimento fondamentale per garantire la sostenibilità e la competitività a lungo termine dell’azienda. In un mercato globale sempre più attento alle tematiche ambientali e sociali, integrare la sostenibilità nella strategia d’impresa diventa essenziale per creare valore, migliorare l’immagine del brand e rispondere efficacemente alle aspettative di consumatori e stakeholder. La gestione consapevole delle risorse e l’adozione di pratiche sostenibili rappresentano quindi un vantaggio competitivo imprescindibile per la longevità e il successo delle aziende industriali del caffè.