Omar Zidarich porta al centro dell’accordo UE Mercosur il futuro della filiera del caffè

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Trieste, 20 luglio 2026

L’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur, le prospettive per il Made in Italy e le nuove sfide legate alla sostenibilità sono stati al centro dell’incontro “UE Mercosur: Focus Sense of Italy”, promosso dalla Camera di Commercio Venezia Giulia.

Un appuntamento che ha riunito rappresentanti delle istituzioni europee e nazionali, esperti del commercio internazionale, imprese e associazioni di categoria per approfondire le opportunità e le criticità derivanti dal nuovo quadro normativo europeo.

Nel corso della giornata sono stati affrontati i temi dell’accesso ai mercati sudamericani, della tutela delle produzioni italiane, delle Indicazioni Geografiche, della reciprocità negli scambi commerciali e delle nuove regole europee in materia di sostenibilità, con particolare attenzione al Regolamento UE sulla Deforestazione (EUDR), destinato ad avere un impatto significativo sulle filiere agroalimentari.

Tra i relatori sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni europee, del sistema camerale, delle autorità competenti e del mondo imprenditoriale, offrendo un confronto sulle implicazioni economiche e normative dell’accordo UE–Mercosur.

Particolarmente significativo l’intervento del Presidente del Gruppo Italiano Torrefattori Caffè, Omar Zidarich, che ha posto l’attenzione sugli effetti concreti che il nuovo scenario normativo avrà sulla filiera del caffè, uno dei comparti maggiormente interessati sia dall’accordo commerciale sia dall’applicazione dell’EUDR.

Nel suo intervento, Zidarich ha evidenziato come il settore si trovi oggi davanti a un delicato equilibrio tra nuove opportunità commerciali e crescenti responsabilità in materia di sostenibilità.

«L’accordo UE–Mercosur – ha sottolineato – rappresenta un’importante occasione di apertura dei mercati grazie alla progressiva eliminazione dei dazi sul caffè trasformato. Tuttavia, la liberalizzazione commerciale non può essere letta separatamente dal quadro normativo europeo: oggi l’accesso al mercato dell’Unione è strettamente legato alla capacità di dimostrare la piena sostenibilità della filiera.»

Il Presidente ha ricordato come il caffè sia una delle sette materie prime inserite nel perimetro del Regolamento europeo sulla deforestazione, con obblighi particolarmente stringenti per gli operatori economici.

«L’EUDR introduce un cambio di paradigma. Non sarà più sufficiente garantire la qualità del prodotto: sarà necessario documentarne l’intera storia, dalla piantagione fino all’importazione. Ogni lotto dovrà essere accompagnato da sistemi di tracciabilità avanzati, dalla geolocalizzazione degli appezzamenti fino alla dimostrazione del rispetto delle normative ambientali e sociali del Paese di origine.»

Zidarich ha inoltre evidenziato come il Brasile, primo produttore mondiale di caffè e principale attore del Mercosur, sarà inevitabilmente al centro dei controlli previsti dalla normativa europea, rendendo ancora più strategica la collaborazione tra produttori, esportatori e industria della trasformazione.

Un altro elemento centrale dell’intervento ha riguardato il rapporto tra politica commerciale e Green Deal europeo.

«L’Europa ha scelto un modello in cui gli accordi commerciali non possono prescindere dagli obiettivi ambientali. L’EUDR non rappresenta una barriera commerciale, ma una condizione di accesso al mercato europeo. Questo significa che tutti gli operatori, indipendentemente dal Paese di provenienza, dovranno rispettare gli stessi standard.»

Il Presidente del Gruppo Italiano Torrefattori Caffè ha infine richiamato l’attenzione sulle ricadute operative per le imprese italiane della torrefazione.

«Le nostre aziende dovranno affrontare investimenti importanti in sistemi di due diligence, raccolta dati e audit digitali, con responsabilità molto elevate e sanzioni significative in caso di non conformità. Per questo è fondamentale che il processo di implementazione delle nuove regole sia accompagnato da strumenti operativi semplici, proporzionati e realmente applicabili, così da coniugare sostenibilità, competitività e continuità degli approvvigionamenti.»

Nel concludere il suo intervento, Zidarich ha ribadito come la competitività della filiera italiana del caffè dipenderà sempre più dalla capacità di integrare qualità, trasparenza e sostenibilità, trasformando gli obblighi normativi in un’opportunità di valorizzazione del Made in Italy sui mercati internazionali.