Armonia, visione e responsabilità condivisa

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“Assemblea del 25 febbraio 2026”

• NOTIZIARIO TORREFATTORI, marzo 2026 • 

Solidità gestionale e progetto Young Ambassador uniscono tradizione e innovazione nel sistema torrefattori

L’Assemblea congiunta del Gruppo Italiano Torrefattori e del Consorzio Torrefattori delle Tre Venezie si è svolta in un clima di coesione, dove ogni intervento è apparso come il naturale proseguimento del precedente.

Fabrizio Nardella, Omar Zidarich, Silvia Goppion e Paolo Oselladore

Ad aprire i lavori è stato il Presidente Omar Zidarich, che con la diplomazia e l’affabilità che lo contraddistinguono ha saputo restituire ai presenti il senso del percorso intrapreso in questi anni: rafforzare la rappresentanza, consolidare la struttura associativa e, soprattutto, costruire relazioni solide tra imprese, istituzioni e partner tecnici. La rete associativa non è soltanto un insieme di adesioni, ma un sistema di connessioni attive, un dialogo continuo che genera opportunità e consente al comparto della torrefazione di presentarsi compatto nei momenti decisivi.

Max Fabian, Demus

Su questa linea si è inserito l’intervento della Presidente del Consorzio, Silvia Goppion, che ha dato ulteriore profondità al concetto di visione condivisa. Il suo contributo ha evidenziato come l’unione tra le due realtà non rappresenti solo un’operazione organizzativa, ma un passaggio strategico capace di rafforzare identità, peso istituzionale e capacità progettuale.

Il momento dedicato ai bilanci ha confermato la solidità gestionale delle organizzazioni. I dati economici del 2025 e le prospettive per il 2026 sono stati illustrati con chiarezza, offrendo ai soci una fotografia trasparente e rassicurante. L’analisi tecnica ha messo in luce una gestione prudente, ma orientata agli investimenti, con risorse destinate allo sviluppo delle attività associative e alla tutela degli interessi del comparto.

Andrea Ghu, Poplast

Con l’intervento di Massimiliano Scaramelli di Pacorini Silocaf, il dialogo si è poi spostato sugli scenari normativi europei, che rappresentano oggi una delle principali sfide per la filiera. L’approfondimento dedicato all’EUDR, il regolamento europeo contro la deforestazione, ha chiarito come le imprese saranno chiamate a dimostrare con precisione la provenienza delle materie prime, garantendo che il caffè importato non sia legato a pratiche di deforestazione. Non si tratta solo di un adempimento burocratico, ma di un cambiamento culturale che impone sistemi di tracciabilità più evoluti, controlli documentali rigorosi e una maggiore integrazione tra fornitori, importatori e torrefattori. La normativa, pur complessa, è stata letta come un’opportunità per rafforzare la trasparenza e il valore etico del prodotto.

Alessandro Sietti, TriesteEspressoExpo

Dal tema delle materie prime il confronto è scivolato a quello del packaging e del nuovo regolamento europeo PPWR grazie ad Andrea Ghu di Poplast. Qui il focus si è concentrato sulla riduzione degli imballaggi, sulla riciclabilità dei materiali e sull’innovazione tecnologica applicata al confezionamento.

Dalle regole europee l’Assemblea ha poi allargato lo sguardo ai rischi emergenti, affrontando il tema della cybersecurity con Generali e Studio SLED in intervento congiunto. È emerso con chiarezza come la protezione dei dati aziendali, la sicurezza dei sistemi informatici e la continuità operativa siano oggi elementi centrali della governance d’impresa. Gli attacchi informatici non rappresentano più un’eventualità remota, ma un rischio concreto che può compromettere produzione, reputazione e rapporti commerciali. L’integrazione tra consulenza legale, prevenzione tecnica e coperture assicurative è stata presentata come modello virtuoso di gestione del rischio digitale, rafforzando la consapevolezza che la sicurezza informatica è parte integrante della responsabilità imprenditoriale.

Alessandro Sietti, nel suo intervento, pone l’accento verso l’internazionalizzazione e le opportunità offerte dalla Triesteespresso Expo 2026, appuntamento strategico per consolidare relazioni commerciali e valorizzare l’eccellenza italiana nel mondo.

Particolarmente significativo è stato il momento dedicato alle nuove generazioni. Donato Pensa, tutor del gruppo giovani, è stato presentato non solo come coordinatore operativo, ma come guida e mentore capace di accompagnare i giovani imprenditori in un percorso di crescita manageriale e associativa. Il suo ruolo è quello di creare ponti tra esperienza e innovazione, favorendo il dialogo intergenerazionale e preparando una classe dirigente consapevole delle sfide future. Il progetto Young Ambassador, illustrato insieme a Martina Meneghel, incarna questa volontà di investire su formazione, partecipazione attiva e sviluppo di competenze strategiche.

Donato Pensa, NKG Bero IT e Martina Meneghel, GITC Young Ambassador

L’attenzione si è poi rivolta alle aziende convenzionate, segno tangibile di una rete che si amplia e si qualifica: Pneumatech, Fiorenzato e Evergreen srl (Società di Benefit). Pneumatech è un’azienda leader specializzata nel settore del trattamento dell’aria compressa e della generazione di gas in loco (azoto e ossigeno); Fiorenzato rappresenta un punto di riferimento nella produzione di macinacaffè professionali, sinonimo di precisione e innovazione; Evergreen è una realtà italiana che produce materiali compostabili (UNI-EN 13432) per il confezionamento. In particolare, Evergreen propone la carta filtro compostabile per cialde e capsule di caffè, realizzata con fibre naturali, abaca, polpa di legno e PLA e rappresenta una sostanziale innovazione per la sostenibilità nel settore del caffè monoporzionato.

Nicola Zanca, Pneumatech

Il momento conclusivo, dedicato ai nuovi soci, ha restituito all’Assemblea il senso più autentico della crescita associativa. L’ingresso di realtà come Passalacqua, Cagliari e Caffè GM rafforza il patrimonio industriale e culturale del gruppo, ampliando competenze, territori e visioni imprenditoriali, con l’attenzione verso il possibile ingresso di Fabio Felisi di Segafredo Zanetti.

Nel susseguirsi degli interventi è emersa una consapevolezza condivisa: la torrefazione italiana sta attraversando trasformazioni profonde, normative, tecnologiche e culturali, ma grazie a una leadership capace di creare connessioni e a una struttura solida, il comparto governa il cambiamento con armonia, responsabilità e una visione comune che guarda lontano.