Con gli occhi della terza generazione

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“70 anni di storia e tante nuove sfide nel racconto di Massimo Petronio”

• Torrefazione Caffè SAN GIUSTO • NOTIZIARIO TORREFATTORI, ottobre 2019, autore Alberto Medda Costella • 

“Ci spostiamo ogni trentacinque anni. Negli anni ’80 ci siamo trasferiti dal centro di Trieste alla zona industriale. Quest’anno, invece, siamo nel vicino comune di Dolina, nella nuova sede molto più spaziosa, che ci permetterà di lavorare al meglio.
E fra trent’anni, come scherza spesso ironicamente mio padre, vedremo magari un altro trasferimento” dice Massimo Petronio, 33 anni, della Torrefazione Caffè San Giusto di Trieste, azienda artigianale a conduzione famigliare, alla terza generazione di torrefattori.

 


“È per noi la rivoluzione più grande”. In effetti la storia della Caffè San Giusto, nome scelto in onore del patrono cittadino, è caratterizzata dalla voglia di rinnovarsi, accettando nuove sfide e traguardi, sempre attraverso il lavoro e il sacrificio.
Tutto ha inizio in Istria. Libero, nonno di Massimo, gestisce insieme al fratello due botteghe di alimentari, una a Pirano e l’altra a Buie. Le vicissitudini e le difficoltà del secondo dopoguerra lo portano a Trieste, dove riparte con un nuovo lavoro. Recupera il suo camion, che in Istria utilizzava per portare i prosciutti e tanto altro da Buie a Trieste e che nel frattempo è finito nelle mani del governo militare alleato, e inizia a trasportare il caffè crudo quasi in tutta Italia. Dal porto di Trieste alle città del Nord, del Centro e del Sud, in un’epoca in cui le pochissime autostrade devono ancora diventare gli assi portanti dello sviluppo economico italiano.
È appunto il 1949 quando Libero decide di fermarsi e di aprire la sua torrefazione nel centro di Trieste, per tostare caffè e fornirlo a bar e negozi alimentari cittadini.

 


Sono passati settant’anni, ma Libero è ancora lì, a osservare che la torrefazione prosegua per la sua strada: entrando nella nuova sede fa bella mostra una gigantografia di un’istantanea di lavoro nella bottega di Buie.
“Quell’immagine rappresenta il sacrificio, l’impegno di un uomo, mio nonno, che dal nulla ha creato qualcosa” spiega Massimo.

La storicità e l’esperienza di un’azienda non è elemento di poco conto, soprattutto se la si raffronta con quella che non possono vantare altre aziende in Europa, anche con un certo successo. Ed è proprio all’estero che la San Giusto va forte: Bosnia, Serbia, Montenegro, Macedonia, Slovacchia e Russia, sono alcuni dei paesi in cui è presente. Senza dimenticare Grecia, Israele e Irlanda.
“Qui in città le persone con qualche anno in più ricordano bene il nostro nome. Da ormai vent’anni siamo più votati all’esportazione, ma abbiamo tanti clienti affezionati anche a Trieste” dice Massimo, spiegando come questa scelta commerciale sia frutto di un progetto partito vent’anni fa, grazie a papà Marino, tuttora in sella e a guida della torrefazione.

 

“Ancor prima del mio arrivo, abbiamo cominciato ad affacciarci verso il mercato estero e a frequentare le fiere internazionali, cambiando di conseguenza la fisionomia dell’azienda”.
Il merito di Marino sta nell’aver avvicinato il figlio al mondo del caffè, senza pressioni, appoggiandolo nella scelta di formarsi con gli studi universitari e di compiere esperienze lavorative tra le più svariate, dalla grafica al giornalismo, dall’editing video alla fotografia: il mondo della comunicazione, fondamentale nell’era 2.0 per presentare se stessi e il proprio prodotto nel mercato.
“Non è così scontato che un figlio porti avanti l’azienda di famiglia” conferma Massimo. “Oggigiorno le opportunità per un giovane sono infinite. Si tratta di una scelta importante che va affrontata con la giusta motivazione e preparazione, anche se quando nasci in una famiglia di torrefattori, il profumo del caffè lo respiri fin da bambino”.

Grandi stimoli dunque, alla base di una scelta di vita. Oggi il mondo del caffè è cambiato, ed è in continua evoluzione, rendendo il mercato sempre più competitivo. Un settore con mille sfaccettature e variabilità diverse e con un consumatore giustamente sempre più consapevole ed esigente, che segue corsi, legge e guarda video online, e che richiede una maggiore qualità.
“Lavorando anche per conto terzi abbiamo clienti molto preparati, che richiedono prodotti curati in ogni dettaglio. Li incontriamo, e dopo una serie di prove e di test, cerchiamo di soddisfare i loro desideri. Non si può rimanere fermi, ma dobbiamo stare al passo coi tempi, possibilmente provando a guardare oltre il periodo che stiamo vivendo, cercando di anticipare le tendenze dei consumatori” conclude Massimo.

 


Per una torrefazione, con 70 anni di storia alle spalle, grazie a Libero prima e a Marino poi, che si rafforza e valorizza con la nuova generazione in entrata, la Torrefazione San Giusto ha ben presente quali saranno le sfide del futuro.

 

 

www.sangiustocaffe.com