Le procedure di ritiro e richiamo degli alimenti

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“Sicurezza Alimentare. Il contesto normativo e il campo di applicazione”

• NOTIZIARIO TORREFATTORI, Prima parte: dicembre 2022, autore Marco Valerio Francone • 

PRIMA PARTE
Oggi parliamo delle procedure di ritiro e richiamo degli alimenti, un documento necessario in tutti i manuali di autocontrollo, sia delle industrie che dei piccoli esercenti. La procedura di ritiro e richiamo degli alimenti si inserisce nel concetto di “tracciabilità” richiesta dal regolamento 178/2002 con lo scopo di fornire una chiara linea di azione in caso di allerta sanitaria.

Quando deve essere avviata una procedura di ritiro e richiamo degli alimenti
Questa procedura viene avviata ogni qualvolta si accerti un pericolo per la salute dei consumatori e ogni qualvolta questo pericolo sia probabile o supposto.
Per quanto concerne la definizione di “pericolo” e “sicurezza alimentare”, si rimanda all’Art.3 del Regolamento CE 178/2002.
Questa norma quadro stabilisce inoltre che ogni OSA, operatore del settore alimentare, è tenuto a garantire un processo di tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti che, rispettivamente, acquista dal mercato e che immette sul mercato. Si tratta in gergo di “tracciabilità a monte e a valle”. Ricordiamo che in questo processo devono rientrare anche i materiali a contatto alimentare o MOCA.

L’importanza del processo di ritiro e richiamo degli alimenti
Non essere capaci di effettuare correttamente un ritiro e richiamo può essere fonte di sanzioni amministrative e procedimenti penali, nonché di fermo delle attività del sito a scopo precauzionale, da parte delle autorità di controllo.
Queste procedure sono, inoltre, requisiti fondamentali non solo per la normativa cogente ma anche per gli standard volontari, quali ad esempio BRCGS, IFS, FSSC 22000.
Tuttavia il vero senso di tanta rigidità da parte degli organi di controllo è legata alla necessità da parte del sito di essere in grado di identificare e ritirare e/o richiamare gli alimenti non conformi o potenzialmente tali dai mercati, assicurando la sicurezza del consumatore.

Blockchain, il futuro della rintracciabilità
Il vantaggio di un sistema di ritiro e richiamo degli alimenti basato sul blockchain è quello di superare spesso la differenza dei vari sistemi di rintracciabilità presenti in paesi diversi extra UE; un esempio sono le normative degli Stati Uniti FSMA (Food Safety Modernization Act) che in quota parte differiscono dal contesto UE.

Su cosa basare la procedura di ritiro e richiamo degli alimenti
Una corretta procedura per assicurare il ritiro e richiamo degli alimenti può essere basata su diverse metodiche, le più utilizzate sono:
• Il metodo HACCP
• Il metodo HARPC
• Standard privati di riferimento
• Norme e linee guida nazionali
L’analisi di questi strumenti è contenuta nella seconda parte dell’articolo che uscirà nel prossimo Notizionario.


“Sicurezza Alimentare. Come redigere un corretto protocollo”

• NOTIZIARIO TORREFATTORI, Seconda Parte: gennaio 2023, autore Marco Valerio Francone

SECONDA PARTE
Nella prima parte dell’articolo, qui sopra pubblicato, abbiamo trattato le procedure di ritiro e richiamo degli alimenti; in questo articolo completiamo questo approfondimento al fine di comprendere l’importanza di questo processo e di capire come implementare queste procedure in modo efficace ed efficiente.

Su cosa basare la procedura di ritiro e richiamo degli alimenti
Esistono più modelli e metodi per effettuare una corretta analisi dei rischi e tutti contemplano una procedura di salvaguardia per garantire che prodotti non conformi siano gestiti in caso di uscita dagli stabilimenti. Fra le metodiche maggiormente conosciute ricordiamo:

  • il metodo HACCP;
  • il metodo HARPC;
  • standard privati di riferimento;
  • norme e linee guida nazionali.

Che si operi con uno o l’altro sistema o con sistemi in parallelo o integrati, fra i prerequisiti sarà sempre contemplata una procedura di ritiro e richiamo che considera sia l’alimento, che il materiale da imballaggio.
Prima di redigere però una procedura è necessario analizzare alcuni canoni fondamentali ovvero:

  • i ruoli e le responsabilità all’interno del sistema;
  • il team per la gestione delle emergenze e le sue competenze;
  • il ruolo degli stakeholders;
  • il metodo di identificazione delle partite;
  • il contesto aziendale in cui si opera.

La responsabilità in questo tipo di procedure è fondamentale e impatta direttamente sulla capacità di contingentare i tempi. A questo serve il team che deve essere coordinato da un team leader designato.
Se guardiamo ai team che spesso “troviamo” in azienda, ci rendiamo conto che la causa radice, o Root Cause, sta in una valutazione errata del contesto aziendale sia interno che esterno. Questo ha risvolti anche sugli stakeholders ed in generale nella gestione delle risorse aziendali e delle capacità di sviluppo.
Il tema del contesto aziendale, del team e dell’analisi dei rischi rappresenta un punto cruciale della procedura di ritiro e richiamo e si lega alla certificazione ISO 9001, tuttavia può essere applicato anche dove essa non fosse presente. Non a caso i consulenti MV Consulting investono con i propri clienti molte risorse nell’analisi del contesto aziendale e sulla corretta gestione delle risorse.

Differenze fra ritiro e richiamo
Per fare una distinzione chiara sia nella definizione che nell’applicazione, uno strumento utile nonché cogente e quindi necessario è la nota del Ministero della Salute del 2016 oppure la linea guida per i recall FDA, per il mercato USA, dove sono indicate alcune delle principali informazioni e definizioni, quali ad esempio:

  • effetti immediati sul consumatore;
  • effetti a lungo termine sul consumatore;
  • definizione di ritiro e richiamo;
  • albero decisionale applicativo.

Una volta chiarito che cosa è un ritiro e cosa è un richiamo non tanto nelle definizioni ma quanto nell’operatività dei fatti, è necessario creare una specifica procedura interna. Le principali fasi possono riassumersi in:

  • Fase 1 – Ricezione della segnalazione;
  • Fase 2 – Analisi della segnalazione e convocazione team di crisi;
  • Fase 3 – Valutazione del grado di rischio e attivazione delle misure di emergenza in base al grado di rischio. Per questa fase un valido riferimento è il documento EFSA “Risk communication Guidelines”;
  • Fase 4 – Blocco immediato dei prodotti e applicazione del metodo di rintracciabilità per il ritiro e/o richiamo dei prodotti;
  • Fase 5 – Comunicazione a tutti i clienti e stakeholders in funzione della gravità.

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