Caffè: novità normative, rischi e pericoli

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“Uno spaccato specifico del settore degli ultimi 18 mesi. I dati estraibili dalla piattaforma Normativa Alimentare®”

• NOTIZIARIO TORREFATTORI, agosto 2020, autore Marco Valerio Francone • 

I rischi per la sicurezza alimentare sono noti a tutti gli attori della filiera agroalimentare. Per questo motivo ogni azienda deve considerare e valutare correttamente i pericoli a cui il proprio business è esposto e definire di conseguenza una corretta analisi dei rischi. Un fattore importante è il costante aggiornamento sulle fonti di diritto e sullo status dei pericoli che periodicamente sono pubblicati sui canali istituzionali o da strumenti professionali per l’aggiornamento.
Prima di rilassarci nel periodo delle ferie vogliamo, però, fare il punto sulle principali notizie che hanno interessato il mondo del caffè negli ultimi 18 mesi circa. Questa breve analisi rappresenta una delle principali attività che sono alla base del concetto di sicurezza alimentare e che ha un impatto significativo sulla vita dell’azienda ovvero, a volte, anche nei rapporti con le parti interessate, fornitori soprattutto. Il caffè è un alimento tendenzialmente stabile da un punto di vista di rischio microbiologico, le principali contaminazioni sono legate alla presenza di microrganismi non patogeni se non in rari casi portati da una non corretta applicazione delle norme igieniche da parte del personale. Sono un esempio la presenza di Salmonella spp e E.coli.
I rischi maggiori per questo prodotto sono rappresentati dalle componenti chimiche sia di origine naturale come la presenza di cataboliti tossici (Aflatossina e Ocratossina A) sia di processo, come la formazione di acrilamide dai processi di tostatura. Ovviamente sono presenti anche altre tipologie di pericoli chimici, ma questi sono quelli maggiormente conosciuti nel settore.
Un importante impatto in termini di rischio è rappresentato dalla presenza di contaminanti fisici, per la maggior parte di natura “umana” ovvero parti di impianti o frammenti degli stessi.
Dall’analisi dei dati sul caffè effettuata attraverso il software NORMATIVA ALIMENTARE®, nel periodo sopra citato, sono emersi i seguenti fattori:

TIPOLOGIA
DI SEGNALAZIONE
Il maggior numero di segnalazioni sono state per ritiro di prodotto dal mercato sintomo quindi di sistemi di intercettazione del pericolo da parte dell’OSA, non totalmente efficiente:

PERICOLI RISCONTRATI
I pericoli che hanno avuto un impatto maggiore sul settore del caffè sono stati la presenza di ingredienti non autorizzati.
Seguita da:

  • Presenza di composti chimici con limiti soglia non rispettati.
  • Corpi estranei.

 

PAESI
Fra i paesi che hanno comunicato maggiori informazione a fronte dei controlli eseguiti l’Italia è quello con il dato più elevato.

 

In particolare segnaliamo che il Ministero della Salute ha registrato due richiami di prodotto:

  • 16/12/2019 – Richiamo di capsule compatibili (particelle di plastica durante l’erogazione);
  • 26/02/2020 – Richiamo di capsule compatibili (particelle di plastica durante l’erogazione).

Negli USA invece la Food and Drug Amministration (FDA) ha registrato in data 04/08/2019 un richiamo per presenza di sostanze non autorizzate sul prodotto “Ground Kopi Jantan Tradisional Natural Herbs Coffee”.

A livello normativo cosa è cambiato?
Sempre attraverso NORMATIVA ALIMENTARE®, il servizio di aggiornamento legislativo dedicato al settore degli alimenti e dei materiali a contatto alimentare, è stato possibile verificare le normative sia nazionali che comunitarie nel periodo sopra citato e riferite esclusivamente al caffè. A livello comunitario sono stati pubblicati due atti ufficiali da parte della commissione UE:

  • Regolamento di esecuzione (UE) 2020/917 della Commissione del 10 luglio 2020 che autorizza l’immissione sul mercato dell’infuso di foglie di caffè delle specie Coffea arabica L. e/o Coffea canephora Pierre ex A. Froehner quale alimento tradizionale da un paese terzo a norma del regolamento (UE) 2015/2283 del Parlamento europeo e del Consiglio e modifica il regolamento di esecuzione (UE) 2017/2470.
  • Raccomandazione (UE) 2019/1888 della Commissione del 7 novembre 2019 sul monitoraggio della presenza di acrilammide in determinati alimenti.

E per quanto riguarda le frodi alimentari?
Le frodi e le contraffazioni di prodotti rappresentano una seria minaccia per il business del settore food. Spesso sono atti illeciti condotti a fini economici ma che possono, in taluni casi, avere dei risvolti importanti anche per la sicurezza alimentare e del consumatore.
I moderni sistemi di analisi dei rischi dovrebbero considerare anche questo fattore come elemento di gestione e controllo dei processi interni ed esterni all’azienda.
Negli ultimi 18 mesi sono state registrati 3 casi ufficiali di frodi sul settore del caffè, tutte afferenti all’anno 2019:

1. LUGLIO 2019 – offerta elevata di chicchi di caffè e conseguente crollo dei prezzi, dovuta alla presenza di molte nuove piantagioni in Brasile, il maggior produttore di caffè. Il minor valore economico dei caffè generici potrebbe rendere più redditizie le dichiarazioni fraudolente per i caffè speciali e biologici aumentando il rischio di frode per questi prodotti. 

2. MARZO 2019 – Trovato in molti negozi cinesi un caffè contraffatto, riportante marchio di una famosa catena. Le confezioni contraffatte avevano data di conservazione estesa e un prezzo elevato.  

3. AGOSTO 2019 – Vendita di caffè etichettato come “Kona” ma contenente una bassa quantità di caffè coltivato nel distretto.