CHIȘINĂU: A BRIGHT BRUTALIST BREW

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Il racconto di una città che impara a parlare di caffè tra influenze internazionali

• NOTIZIARIO TORREFATTORI, giugno 2026, autore Marco De Mitri • 

Dentro la nuova scena del caffè dell’Est Europa attraverso le testimonianze dei founder di Nest Specialty Coffee

È ormai da diversi anni che la wave dello specialty coffee si è diffusa profondamente anche nell’Europa orientale, contribuendo a ridisegnare la geografia delle “degustazioni”.

Paesi come Romania, Polonia, Ucraina e Georgia sono stati tra i principali acceleratori culturali della scena specialty, sviluppando micro-roastery e coffee shop indipendenti come vere infrastrutture urbane del caffè già tra la fine degli anni Duemila e l’inizio degli anni Dieci, con una crescita rapidissima nell’ultimo quindicennio.

Da qualche tempo, però, a questa mappa si è aggiunta anche la Moldavia. Qui il settore si sta sviluppando lungo traiettorie parallele: da un lato l’influenza diretta dei mercati più maturi di Romania e Ucraina e dall’altro l’arrivo di nuovi pubblici urbani, turisti e professionisti internazionali che stanno progressivamente ridefinendo consumi, linguaggi e spazi della capitale.

In questo contesto, la scena locale appare ancora in fase di formazione, priva di un’identità pienamente codificata ma già attraversata da segnali concreti di consolidamento: la crescita delle caffetterie indipendenti, l’importazione di standard produttivi regionali e la nascita di una comunità di baristi sempre più connessa ai circuiti internazionali. Parallelamente, anche il pubblico si sta diversificando, tra consumatori locali alle prime esperienze specialty e una clientela internazionale già familiare con questo linguaggio.

Per questo motivo, in un viaggio alla scoperta dei confini orientali della specialty coffee culture, la Moldavia non può più essere esclusa. Chișinău, storica roccaforte di una tradizione vinicola millenaria, sta entrando in una fase ancora embrionale, ma sempre più riconoscibile della Eastern Wave del caffè specialty.

A raccontare questo fermento è anche Nest Specialty Coffee, una delle realtà emergenti della capitale moldava. Attraverso le parole dei fondatori, Iuliia Mitko e Iulian Ostaci, emerge il ritratto di una scena in costruzione, in cui il caffè diventa non soltanto prodotto, ma anche uno strumento di educazione, relazione e trasformazione urbana.

Iuliia, com’è cambiata la scena specialty a Chișinău nell’ultimo anno?

Al momento si tratta ancora di una fase iniziale, in gran parte influenzata da modelli esterni. Accanto alla Moldavia ci sono Ucraina e Romania — paesi in cui la scena specialty ha iniziato a svilupparsi attivamente già tra il 2014 e il 2018. Questo crea un’influenza naturale: sia attraverso la fornitura di caffè, sia tramite idee, approcci e standard.

Un ruolo importante è stato giocato anche dalla migrazione di un pubblico russofono, già familiare con la cultura specialty. Una parte di queste persone non solo è diventata consumatrice, ma ha anche iniziato ad avviare i propri progetti a Chișinău, accelerando così lo sviluppo della scena locale.

È inoltre rilevante il fatto che una parte significativa del caffè e dei prodotti correlati venga importata dalla Romania e dall’Ucraina, dove esiste già un mercato più maturo con un’offerta ampia e catene di approvvigionamento ben strutturate.

Parlando dell’unicità dell’industria moldava, è ancora difficile individuare un’identità chiaramente definita: si tratta tuttora di una fase di formazione. Tuttavia si può già osservare la nascita di una comunità: baristi ed entusiasti iniziano a partecipare a campionati, festival ed eventi professionali nei paesi vicini. Ed è proprio da questo scambio di esperienze che, con il tempo, può nascere qualcosa di autenticamente unico e locale.

Il vostro pubblico è cambiato negli ultimi anni? Chi sono oggi i vostri clienti: nuovi curiosi, appassionati di caffè, expat oppure una crescente comunità urbana locale?

Il nostro coffee store è ancora all’inizio del suo percorso – presto compirà un anno – ma già ora si può osservare chiaramente come si stia formando il pubblico. Al momento, una parte significativa dei nostri ospiti è composta da turisti: europei, americani, asiatici. Si tratta di persone che conoscono già lo specialty coffee e vengono da noi in modo mirato, sapendo quale prodotto cercano e quale qualità si aspettano. Allo stesso tempo, il pubblico locale è molto variegato. Ci sono ospiti che hanno scoperto lo specialty proprio da noi. Per loro è una nuova esperienza e un punto di ingresso in questa cultura, ma ci sono anche persone più esperte, che lavorano nel settore del caffè da diversi anni o che nutrono un interesse profondo per questo mondo. Un ruolo importante è dato anche dalla nostra posizione: siamo circondati da uffici e banche, dove lavora una clientela urbana locale. Questo ci permette di osservare come sempre più abitanti di Chișinău inizino gradualmente a scoprire lo specialty coffee, prima per curiosità e poi tornando in modo sempre più consapevole.

Parliamo di origine e filiera: quanto è importante per voi comunicare la storia dietro il caffè (farm, varietà, metodi di lavorazione) in un contesto in cui la cultura dello specialty è ancora in fase di sviluppo?

Il fatto che l’industria specialty a Chișinău sia ancora in fase di sviluppo rende la comunicazione particolarmente importante. Raccontare il caffè – la sua origine, le varietà, i metodi di lavorazione, così come i processi di raccolta e tostatura – non è semplicemente un’aggiunta, ma una parte essenziale del lavoro. È proprio attraverso questo che le persone iniziano gradualmente a comprendere cosa sia lo specialty coffee e in cosa si differenzi. Allo stesso tempo, il pubblico è molto eterogeneo per livello di conoscenza: c’è chi scopre per la prima volta che il caffè è una ciliegia, e chi invece è già profondamente immerso nel tema, interessandosi a fermentazione, chimica e fisica dell’estrazione. Per questo cerchiamo di costruire una comunicazione su più livelli. Sui social, in particolare su Instagram, portiamo avanti rubriche educative dove raccontiamo il caffè in modo semplice e accessibile. Ma non meno importante è la comunicazione diretta: come baristi, siamo costantemente in dialogo con gli ospiti, rispondiamo alle loro domande – anche le più inaspettate – ed è proprio attraverso questo scambio quotidiano che contribuiamo allo sviluppo della cultura e dell’interesse verso lo specialty coffee.

Vedi una connessione tra lo specialty coffee e la più ampia trasformazione sociale della città? In che modo un coffee shop può diventare uno spazio culturale, oltre che commerciale?

Sì, ed è uno degli effetti più preziosi del nostro coffee store. Lo specialty coffee qui crea un contesto unico per la comunicazione e lo scambio culturale, soprattutto quando il pubblico include sia turisti che residenti locali con diversi livelli di interesse. Molti clienti sono aperti al dialogo e, a volte, nascono conversazioni spontanee tra loro: sul caffè, sui viaggi, sulla cultura o sulla vita a Chișinău. In questo modo si forma gradualmente una comunità viva: le persone tornano non solo per il caffè, ma anche per l’interazione e lo scambio di esperienze. Il coffee store diventa una sorta di “centro culturale informale”: i turisti scoprono la Moldavia, ricevono consigli sui luoghi da visitare, mentre il pubblico locale si avvicina allo specialty coffee e a nuovi modi di vivere la città. In definitiva, lo specialty coffee diventa un elemento di connessione che unisce le persone e crea una piattaforma per il dialogo. Con il tempo, questa comunità può diventare il nucleo della scena specialty cittadina e il coffee store un punto di riferimento sia per i turisti che per gli appassionati locali.

Guardando al futuro, quale pensi sia la prossima evoluzione dello specialty coffee a Chișinău? Più tecnica, più accessibile o più orientata all’identità?

La prossima fase di sviluppo sarà probabilmente la formazione di una propria identità. Chișinău e la Moldavia mostrano già i primi segnali di questo processo: alcune realtà iniziano a integrare prodotti e sapori locali nelle bevande, creando ricette uniche. Nella mixology delle bevande signature vengono utilizzati ingredienti locali, come la prugna, per reinterpretare sapori tradizionali, ad esempio quelli delle celebri caramelle “Chișinău de seară”. Questo approccio può diventare uno degli elementi distintivi della scena locale. Lo sviluppo del settore è praticamente inevitabile, grazie a una tendenza globale e a una domanda in crescita per lo specialty coffee. Sarà fondamentale la nascita di nuove torrefazioni, una maggiore disponibilità di caffè fresco e la formazione di professionisti capaci di comprendere a fondo il prodotto. In prospettiva, sarebbe importante anche la creazione di una struttura locale legata alla SCA, in grado di organizzare training e competizioni direttamente in Moldavia. Questo contribuirebbe allo sviluppo della cultura professionale e renderebbe la scena specialty moldava sempre più riconoscibile e unica, combinando competenze tecniche e identità locale.