Clienti diversi, esigenze e prodotti diversi

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“Dal settore dei detergenti all’Ho.Re.Ca. La strategia della Caffè Vero”

• NOTIZIARIO TORREFATTORI, maggio 2023, autore Alberto Medda Costella

Coffee Company SpA, meglio conosciuta come Caffè Vero, nasce nei primi anni ’90 del secolo scorso per volere del vicentino Marco Franchetto, imprenditore di successo nel settore dei detergenti con la Pulitalia SpA.

Caffè Vero oggi opera in uno stabilimento di 4.000 mq, struttura di nuovissima concezione realizzata nel rispetto delle più recenti normative relativamente a igiene, tutela ambientale e qualità del caffè.
A lavorarci sono in 28 tra produzione e uffici, a cui si aggiungono i 40 agenti che distribuiscono il Caffè Vero in tutta Italia. Anche se il signor Franchetto è conosciuto soprattutto per i suoi traguardi nel campo dei detergenti industriali “a un certo punto ha deciso di differenziare il proprio lavoro e di creare questa nuova torrefazione. La Coffee Company è nata praticamente da zero ed è cresciuta fino a diventare ciò che noi siamo adesso” ci spiega Marco Morato, il direttore generale, “inoltre a fianco dello stabilimento è stato aperto qualche anno fa il format del Caffè Vero House, un locale che attira persone dalle prime colazioni, ai pranzi di lavoro fino a serate con dj e intrattenimento. Format presente anche in Grecia, Oman e altri paesi esteri”.

La Caffè Vero ha mosso i suoi primi passi nel settore Ho.Re.Ca. e continua a mantenere come sua area d’interesse gli hotel, i ristoranti e i bar, portando le sue miscele in un territorio che va dalla Lombardia orientale, con Milano e Brescia in primis, al Friuli, zona Latisana, per chiudere a sud con Parma e nord con Trento.
Il mercato italiano copre circa il 70% del fatturato aziendale. La torrefazione all’estero è presente in più di 50 paesi, in particolar modo in Nordafrica, Israele e Austria. “Siamo volutamente presenti nell’Ho.Re.Ca, perché si punta a un certo tipo di prodotto e di vendita. In tutti i ristoranti esistono gli chef. Preparano i piatti, scelgono gli ingredienti e li mettono insieme per avvicinarsi al palato dei propri clienti, con l’obiettivo di creare un piatto tutto loro. La torrefazione si muove in modo molto simile e il marchio della società è il prodotto che viene venduto” racconta invece Alberto Pipan, responsabile degli acquisti, della qualità della materia prima, della produzione e della tostatura. “Il caffè, quindi, è un qualcosa di personalizzato che nasce nella testa dell’azienda e che si differenzia dalle altre torrefazioni. Noi abbiamo in questo modo creato il nostro paniere di prodotti, tutti diversi, in modo da avvicinarci alle varie esigenze dei consumatori”.

Caffè Vero è un’azienda giovane e dinamica sempre pronta ad avere dei prodotti che possono essere richiesti dal mercato, con confezioni moderne e relativi gadget da accompagnare, ma soprattutto con un controllo della qualità e dell’offerta.
“Noi come tutti gli altri abbiamo miscele diverse con profili qualitativi diversi” riprende Pipan. “Avere il prodotto conforme nell’area adatta al cliente appropriato è fondamentale. Ci sono delle aree geografiche che richiedono dei profili e dei gusti leggermente diversi. Normalmente andiamo a personalizzare la miscela in base a chi abbiamo davanti. Abbiamo così il 100% arabica, il mono origine e le miscele biologiche”.
Il pensiero di Alberto Pipan consente di allargare il discorso a tutto il nostro mondo e a quella qualità che si va proponendo non solo per dare maggiore soddisfazione al consumatore, ma anche per aumentare la remuneratività del venduto ai torrefattori.
“Oggi il caffè è su una media di un euro e trenta, ma sino a poco tempo lo si vendeva a un euro a tazzina. Bisogna partire da un dato di fatto: non esiste un caffè di alta qualità che viene pagato poco. In altri settori non sempre vi è una tale sproporzione, ma nel mondo del caffè è così. Il caffè di qualità costa, perché serve una lavorazione diversa per ogni origine e perché richiede dei controlli e una precisione nelle varie fasi della lavorazione, ma soprattutto per l’attenzione necessaria in alcuni punti critici della filiera”.

Se a questo aggiungiamo che le regole a cui eravamo abituati nel periodo pre-covid sono tutte saltate e attualmente bisogna cambiare il modo di approvvigionarsi, di fare gli acquisti e di preparare il magazzino, capiamo che un discorso di questo tipo è sempre più necessario. In questo momento è la logistica che fa da padrona della situazione, dato che i costi per un container sono passati da 600 a 10.000 dollari. Perciò avanti tutta nel diffondere qualità non soltanto nelle miscele, ma anche nel servizio e soprattutto in opere di sensibiliz-zazione del cliente verso la qualità.