Coffe Competitione alla XV edizione

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Intervista a Letizia Mingiacchi

• NOTIZIARIO TORREFATTORI, aprile 2026, autore Giovanna Gelmi •

22 Scuole, 200 allievi, un “esercito” lo definì Beppe Palmieri di Osteria Francescana

Ogni anno da quindici anni ormai, Anzio diventa la capitale della caffetteria giovane, la Coffee Competition, l’evento di punta promosso da CubaCafè, raggiunge il prestigioso traguardo della sua quindicesima edizione, che ha visto schierate 22 scuole, un “esercito”. Nata nel 2009 dalla sinergia tra l’azienda e l’Istituto Alberghiero “Marco Gavio Apicio”, questa manifestazione non è solo una gara, ma un vero ponte tra la scuola e il mercato del lavoro. Abbiamo incontrato la Dott.ssa Maria Letizia Mingiacchi, Responsabile dell’Area Training & Eventi di CubaCafè, per farci raccontare le tappe di questa avventura, dalle radici della sua torrefazione fino ai palcoscenici internazionali di Host 2025, grazie ad una riflessione profonda sul valore umano e professionale del mondo del caffè.

Siamo qui con Letizia Mingiacchi di CubaCafè per parlare della Coffee Competition. Quando è partita vi aspettavate questi risultati?

Non ci aspettavamo proprio niente, ti devo dire la verità, perché noi purtroppo siamo partiti con questa gara per un evento triste. Letizia ricorda come tutto sia iniziato a seguito di un tragico incidente in motorino in seguito al quale Martina Forino, studentessa dell’Istituto Alberghiero “Marco Gavio Apicio”, perse la vita. Per distrarre i ragazzi provati dal lutto, l’azienda e la scuola hanno creato un momento di diversivo. “Insieme abbiamo concordato di fare una piccola gara amatoriale, regole zero. […] Doveva essere un momento di diversivo. […] Sono stati tre giorni di gara bellissimi e poi era finita lì, non si pensava a un proseguo. Tuttavia, l’evento è cresciuto fino a diventare una macchina complessa con prove tecniche rigorose che sfidano i ragazzi su più fronti.

Quante prove effettive avete?

Le prove effettive, quelle che si svolgono a scuola, sono quattro. la prova di espresso, dove i ragazzi devono anche parlare per due minuti in una lingua straniera; la sezione Latte Art; la sezione pasticceria, con dolci a base di caffè; e infine la sezione bar, dedicata ai cocktail al caffè, rigorosamente a basso contenuto alcolico e, se possibile, a km 0.

Una delle innovazioni più significative è stata l’apertura al mondo dei social, nata durante l’emergenza sanitaria, che ha permesso di includere realtà straordinarie.

Si è poi sviluppata tantissimo la parte su TikTok ed è dedicato molto spazio ai video. Come nasce questa parte della Competition?

Quella parte era una parte che noi avevamo in animo da tempo. Nel 2021 l’abbiamo fatta sulle piattaforme e i ragazzi si sono sfidati a colpi di like. Proprio in questo contesto emerge la figura di Francesco Pio, un ragazzo diversamente abile di Benevento che ha cambiato il volto della competizione. Francesco Pio li ha stesi tutti, aveva preso 650 like, tutti meritati. Questo successo ha consolidato la sezione TikTok come una prova dedicata ai ragazzi diversamente abili, permettendo loro di mostrare potenzialità enormi davanti a una platea reale. Questo rigore e questa inclusività hanno portato la professionalità dei ragazzi a livelli inaspettati, attirando l’attenzione di palcoscenici come Host Milano.

Dalla prima edizione del 2009 ad oggi, qual è stato il cambiamento più grande che hai notato nella competizione?

Ho visto crescere la professionalità. Adesso non c’è nessun rilassamento: c’è attenzione, c’è tensione, c’è voglia di fare, c’è voglia di andare bene, c’è una sana competizione. (Letizia racconta con orgoglio l’esperienza ad Host, un traguardo raggiunto quasi per scommessa leggendo le notizie di settore n.d.a.). Oltre a presentare la loro storia nella sezione “Host Behind the Cup”, le ragazze scelte per fare la presentazione hanno incontrato direttamente alcuni professionisti del settore come Chiara Bergonzi, classe 1985 e tre volte campionessa italiana di Latte Art dal 2012 al 2014.

Ad Host come ci siete finiti?

Ad Host è stato bellissimo, quanto ci è piaciuto. Leggo su un giornale di settore che a Host facevano la sezione ‘Host Behind the Cup’, un palcoscenico per il futuro. Ho fatto una micro-presentazione e ho scritto che se avevano piacere noi saremmo stati contenti di venirla a presentare. Per noi è veramente motivo di orgoglio perché indubbiamente Host è una fiera di carattere internazionale ed è stata una esperienza del tutto nuova e gratificante per i ragazzi.

CubaCafè è una torrefazione a conduzione familiare fondata nel 1962 ad Anzio da Raniero Mingiacchi, che da semplice contabile decise di intraprendere un’attività imprenditoriale partendo da una piccola macchina per tostare appena 2 kg di caffè alla volta. Da un modesto negozio nel centro cittadino, l’azienda è cresciuta fino a dotarsi di uno stabilimento di 1.500 m², ampliando nel tempo l’offerta con nuove miscele e prodotti succedanei del caffè.

Oggi l’azienda è guidata da Letizia Mingiacchi insieme al fratello Luigi. Letizia, dopo un’esperienza nel settore farmaceutico, ha contribuito a strutturare e far crescere l’impresa, mantenendo però il carattere familiare e il forte legame umano che da sempre la contraddistingue. Accanto all’attività produttiva, CubaCafè promuove iniziative come la Coffee Competition, diventata un punto di riferimento per la formazione e la valorizzazione del mestiere, capace di creare relazioni durature con studenti e professionisti del settore.