“Il debutto del gruppo giovani del GITC”
• NOTIZIARIO TORREFATTORI, maggio 2026, autore Martina Meneghel e Katarina Polojaz •
A Genova il primo incontro del gruppo giovani GITC
Cosa succede quando un gruppo di giovani decide di mettersi in gioco? È questa la domanda posta al neo-gruppo giovani Generazione C, presentato durante l’assemblea annuale GITC del 25 febbraio 2026.
Da allora, sette rappresentanti del gruppo — figli di torrefattori da tutta Italia — si sono riuniti a Genova per il loro primo incontro formativo, nelle giornate del 26 e 27 Marzo, nella sede di NKG Bero Italia, sotto la guida del Co-General Manager Donato Pensa, nonché tutor del gruppo.
Le due giornate sono state occasioni di incontro, confronto e approfondimento su temi legati alla prima parte della filiera di un paese consumatore.
Saranno proprio i protagonisti, a turno, a raccontare le impressioni di questa prima tappa.

Cosa hai imparato da un punto di vista pratico?
Grazie alla visita a Genova ho potuto comprendere le varie “fasi” del caffè prima che arrivi in torrefazione: dalla logistica alla conservazione della qualità del chicco. Da Pacorini ho osservato l’arrivo e la gestione dei sacchi nei vari magazzini. Ho capito che una variazione minima della temperatura può influenzare la stabilità del chicco crudo. Sono venuto a conoscenza di aspetti pratici a cui non avrei mai dato importanza, come la differenza tra il sacco di iuta tradizionale e i big bag/bulk. Una delle cose più interessanti è stato il “cupping”. In sintesi, ho imparato che non si può ottenere un buon caffè da un chicco crudo “cattivo” e che è facile rovinare la materia prima con una gestione iniziale errata.
Pietropaolo Mardegan (Brasiloro caffè)
Da un punto di vista pratico, ho capito che il lavoro del torrefattore inizia ben prima della tostatura. La scelta del caffè verde non è solo qualitativa, ma anche strategica, legata alla disponibilità, alla continuità e all’andamento dei prezzi. Ho compreso quanto il trasporto e lo stoccaggio possano influenzare la resa finale in tazza: anche piccoli errori lungo la filiera possono compromettere un buon caffè. Mi hanno colpito la complessità e la volatilità del mercato; muoversi in un contesto così imprevedibile è difficile.
Alessandro Bernini (Mokaflor)
Cosa ti ha colpito di più?
Mi ha colpito percepire le possibilità e la forza che possiamo avere come gruppo, i progetti di interesse comune nel mondo del caffè su cui possiamo lavorare insieme, che vanno al di là dell’interesse del singolo. È bello vedere come realtà diverse possono trovare uno spazio comune in cui collaborare lasciando da parte competizione e concorrenza. Siamo giovani e, per certi versi, ancora distanti da alcune dinamiche lavorative che, purtroppo, tendono a dividere e dobbiamo sfruttarle a nostro favore.
Virginia Versari (Estados Cafè)
Quali sensazioni ti ha lasciato questo primo incontro?
Che dire, è stato un primo incontro davvero interessante! Dal cupping alla Bero con Deborah, che è stata una grandissima maestra, abbiamo avuto una lezione incredibile. Ci ha spiegato ogni dettaglio sull’analisi del caffè crudo, con una passione e una competenza che si percepiva in ogni parola.
La visita a Pacorini a Vado Ligure è stata un’esperienza unica. Abbiamo visto il silos più grande d’Europa dal vivo e capito la scala della logistica che c’è dietro al commercio del caffè crudo. È qualcosa che non puoi imparare dai libri. Pacorini è stata gentilissima ad ospitarci.
Ma la cosa che mi ha colpito di più è stata la dimensione umana. Trovarsi a parlare durante l’aperitivo e la cena con menti brillanti, persone con background e idee diverse, e confrontarsi su come si sta evolvendo il mondo del caffè è stato speciale. Il mondo del caffè sta cambiando davvero.
Non vedo l’ora di continuare questo percorso e vedere dove ci porteranno i prossimi incontri.
Giovanni Taricone Danesi (Danesi Caffè)
Quali sono i prossimi obiettivi del Gruppo?
L’esito positivo di questo incontro ci spinge a fare sempre di più come squadra. Il nostro obiettivo per il futuro è quello di promuovere incontri di formazione sia all’interno che all’esterno del gruppo, coinvolgendo anche altre aziende. Vogliamo inoltre organizzare eventi locali dedicati ai giovani che ci permettano di fare divulgazione a favore dei nostri coetanei. Tra gli obiettivi ci tengo a menzionare anche la volontà di arrivare a supportare progetti di sostenibilità in origine.
Martina Meneghel (Dersut Caffè)
Tre aggettivi con cui descriveresti Generazione C.
Direi innovativo, consapevole e intraprendente: siamo un gruppo di giovani con idee nuove e tanta voglia di fare.
Mattia Bugno (Caffè Galliano)
Generazione C è dinamica, eterogenea e avvolgente come una miscela di caffè!
Katarina Polojaz (PrimoAroma)
Si è così concluso il primo incontro del gruppo Generazione C, segnale dell’inizio di un percorso che, tra gli obiettivi, include quello di crescere e coinvolgere sempre più giovani su tutto il territorio, con la speranza di creare una solida rete per il futuro del caffè.

