La materia prima al banco
• NOTIZIARIO TORREFATTORI, ottobre 2026, autore Alberto Polojac •
Origine, processo, tostatura ed estrazione diventano strumenti di ricerca anche nella miscelazione
Per anni il rapporto tra caffè e mixology è stato identificato soprattutto con alcuni grandi classici contemporanei, primo fra tutti l’Espresso Martini. Oggi, però, il panorama si è ampliato: il caffè non è più soltanto un ingrediente da aggiungere a una ricetta, ma una materia prima dalle molteplici possibilità aromatiche.
Tostatura, amarezza, acidità, corpo, fermentazione e origine sono elementi che possono trovare nuove applicazioni dietro il bancone. La crescente attenzione verso l’intero frutto del caffè sta contribuendo ad ampliare ulteriormente il campo della sperimentazione.

Dal twist alla tradizione in versione liquida
Uno dei primi approcci resta quello del twist (rivisitazione creativa di un cocktail attraverso la modifica, la sostituzione o l’aggiunta di uno o più ingredienti) sui grandi classici. Il caffè può intervenire in ricette consolidate aggiungendo profondità aromatica e nuove sfumature, senza necessariamente riproporre il profilo della tradizionale bevanda in tazza.
La ricerca più recente, tuttavia, si spinge oltre. Il cocktail diventa sempre più spesso uno strumento per interpretare la gastronomia e il territorio, trasformando sapori e ricordi in una forma diversa.
È un percorso che ha trovato spazio anche nella Trieste Cocktail Week, manifestazione che negli anni ha favorito l’incontro tra la cultura del caffè, la mixology e le tradizioni gastronomiche locali.
Accanto alle riletture dei grandi classici sono nate così preparazioni più sperimentali, ispirate a ricette della memoria. Gli gnocchi di susini o lo strudel di mele, per esempio, possono diventare punti di partenza per esplorare frutta, spezie, consistenze e componenti aromatiche in una diversa chiave sensoriale.
L’obiettivo non è riprodurre letteralmente un piatto, ma riconoscerne gli elementi distintivi e trasformarli in un racconto liquido.
Tre prospettive sul caffè
In questo contesto si inserisce la linea SVN Senses, nata per esplorare il caffè attraverso materie prime e lavorazioni differenti.
Il Liquore al Caffè rappresenta l’espressione più immediata e riconoscibile della linea e si presta naturalmente al dialogo con i grandi classici e con le preparazioni in cui il profilo aromatico del caffè riveste un ruolo centrale.
Con BorA – Bitter Amaro, l’attenzione si sposta invece sul caffè verde. La distillazione permette di esplorare caratteristiche diverse da quelle associate al chicco tostato, mettendo in evidenza una dimensione più vegetale e amarotica della materia prima.
Il terzo progetto è WT – Wermut Trieste, scritto volutamente alla maniera mitteleuropea. Qui il punto di partenza è l’incontro tra il territorio e la cultura del caffè: una base di Malvasia Istriana dialoga con la cascara, la buccia della ciliegia del caffè, scelta per il suo contributo aromatico, acidulo e vinoso.
Il caffè come materia prima
Liquore, caffè verde e cascara rappresentano tre prospettive differenti sulla stessa filiera.
Il primo parte dall’espressione più conosciuta del caffè; il secondo guarda al chicco prima della tostatura; il terzo si concentra sul frutto e su una delle sue componenti meno utilizzate nella tradizione occidentale.
Per il mondo della torrefazione, la mixology può quindi rappresentare un interessante terreno di confronto. Le conoscenze legate a origine, varietà, processo, tostatura ed estrazione possono contribuire a una maggiore consapevolezza nell’utilizzo del caffè anche in preparazioni diverse dalla tazzina.
La domanda, in fondo, è semplice: quanto può ancora raccontare il caffè quando lo si osserva da prospettive differenti?
Dai grandi classici alle interpretazioni della cucina tradizionale, dal chicco tostato al verde fino alla cascara, la mixology offre oggi uno spazio in cui tecnica e ricerca sensoriale possono incontrarsi. Un terreno ancora in larga parte da esplorare, soprattutto per un settore che conosce il valore della materia prima e continua a cercare nuovi linguaggi per raccontarla.
