Il nuovo Regolamento UE 2018/848 sulle produzioni biologiche

0
188

“Cosa dobbiamo sapere e come evolverà questo settore”

• NOTIZIARIO TORREFATTORI, aprile 2020, autore Marco Valerio Francone • 

Il nuovo regolamento UE 2018/848 è stato varato del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici e che abroga il regolamento CE 834/2007, sarà in vigore dal 1 gennaio 2021, portando con sè alcune importanti novità in uno dei settori che negli ultimi anni ha mostrato decisi segnali di crescita.
Il regolamento UE 2018/848 si compone di ben 61 articoli e 3 allegati, si tratta quindi di un atto completo che necessita attenzione e comprensione.
L’obiettivo del nuovo regolamento UE 2018/848 è quello di aumentare la trasparenza e quindi la tutela verso il consumatore nonché quello di rendere il sistema dei controlli più efficace soprattutto in termini di repressione e controllo verso possibili frodi.
Inoltre rendere più armonico e razionale il panorama normativo in materia di produzione agricola e agroalimentare biologica.
Questo assicurerà anche una maggiore tutela del commercio e della concorrenza fra gli stati membri.

Le principali novità del regolamento UE 2018/848 

Le categorie certificatili
Il regolamento UE 2018/848 definisce al suo articolo 35 comma 7 le seguenti categoria che possono essere oggetto di riconoscimento Biologico: 

  • vegetali e prodotti vegetali non trasformati, compresi sementi e altro materiale riproduttivo vegetale;
  • animali e prodotti animali non trasformati;
  • alghe e prodotti di acquacoltura non trasformati;
  • prodotti agricoli trasformati, inclusi prodotti di acquacoltura, destinati ad essere utilizzati come alimenti;
  • mangimi;
  • vino;
  • altri prodotti elencati nell’allegato I del presente regolamento o non ricompresi nelle precedenti categorie.

Sempre al suo articolo 35 comma 4 questa volta, il regolamento stabilisce che il riconoscimento come produzione biologica possa essere emesso per singola categoria, solamente da un ente di controllo di terza parte (ente di certificazione). Tuttavia, diverse categorie afferenti ad un unico operatore biologico possono essere riconosciute conformi al regolamento UE 2018/848, da diversi enti di certificazione.
Questo pone però un dubbio sulla equità dei metodi di sorveglianza fra entri differenti che concorrono sul medesimo operatore biologico.

Frequenza del controllo
Le ispezioni effettuate dagli organi di controllo ufficiali, in Italia in Mipaaf, saranno annuali per tutti gli operatori della filiera del bio (non solo gli agricoltori).
La frequenza potrà diventare biennale (una ispezione ogni due anni) solo se non vi saranno atti fraudolenti o conclamata frode per almeno tre anni consecutivi.  

Certificazioni di gruppo
Questa importante novità è fortemente vantaggiosa per piccoli produttori che potranno ottenere una certificazione biologica applicata al gruppo di aziende.
Tale soluzione garantirà una riduzione dei costi e potrà essere richiesta da operatori con piccole strutture e di piccole dimensioni ovvero:

  • il costo dell’iter di riconoscimento e verifica dovrà essere superiore al 2% rispetto al fatturato genato da prodotti biologici; 
  • il fatturato annuale dovrò essere inferiore a 25.000 euro;
  • le superfici dovranno essere diverse per tipologie produttive.

Inoltre, il costituito gruppo dovrà essere composto da membri che hanno le loro attività in prossimità geografiche comuni.
Il gruppo dovrà avere una personalità legale unica e sarà tenuto all’applicazione di un sistema di controllo interno unificato.
Anche il sistema di commercializzazione dovrà essere unificato fra i costituenti del gruppo che non potranno operare sul mercato in modo autonomo almeno per i prodotti oggetti di riconoscimento biologico.  

Obblighi per gli organismi di controllo
Cambiano anche le logiche di gestione dei controlli effettuati dagli organi di vigilanza e certificazione, in particolare saranno rafforzati i principi di leale concorrenza e l’eliminazione di conflitti di interessi. In particolare:

  • gli organismi di controllo non potranno detenere partecipazioni societarie da parte degli stessi operatori biologici su cui svolgono attività di verifica;
  • ogni operatore biologico non potrà essere verificato dal medesimo organismo di controllo per più di 5 anni consecutivi;
  • la competenza del personale relativo agli organismi di controllo dovrà essere dimostrata;
  • sarà inoltre istituita una banca dati nazionale pubblica, relativa alle transazioni commerciali biologiche dove ogni operatore biologico potrà verificare eventuali situazioni di frodi o attività fraudolente.

Residui chimici e vendita sul mercato
Un importante aspetto che ha creato non pochi problemi è la possibilità per gli stati membri di commercializzare i propri prodotti biologici anche in paesi che hanno un limite residuale di sostanze non autorizzate, più restrittivo rispetto al regolamento UE in vigore (regolamento CE 834/2006).
In pratica, paesi come l’Italia dove sono in vigore limiti massimi per le sostanze non autorizzate nei cibi biologici, come i pesticidi, potranno continuare a commercializzare liberamente i propri prodotti ma non potranno impedire l’ingresso sul mercato di prodotti biologici provenienti da altri paesi UE con limiti residuali più elevati ma sempre entro i limiti dei regolamenti comunitari.
Questo imporrà di accettare una concorrenza più elevata e con minor sicurezza dal punto di vista alimentare. 

Importazione ed esportazione dei prodotti biologici
Anche per questo aspetto il nuovo regolamento UE 2018/848 introduce importanti novità.
Non sarà infatti più possibile importare prodotti biologici extra UE in regime di equivalenza come nel caso dei prodotti NOP provenienti dall’USA.
Si passerà quindi dall’attuale principio di equivalenza, alla formale conformità verso il mercato di destinazione UE.

Utilizzo di sementi promiscue e produzioni promiscue
La produzione di prodotti biologici potrà essere realizzata con utilizzo di sementi non biologiche ma il nuovo regolamento UE 2018/848 istituisce anche la necessità di un database comunitario per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di sementi biologiche.
Tale deroga cesserà nel 2035 con l’introduzione del divieto di utilizzo di sementi convenzionali per la produzione di prodotti biologici.
Continueranno inoltre ad essere autorizzate le aziende con duplice produzione ovvero biologica e convenzionale, purché si rispettino i principi di non contaminazione.

 

Come diventare biologico ad oggi

Il percorso di riconoscimento come operatore biologico è regolato dal regolamento CE 834/2006, e prevede i seguenti passaggi:

  • l’adeguamento documentale del proprio piano di autocontrollo, secondo i requisiti del regolamento ed in linea con i principi del Codex Alimentarius;
  • una corretta gestione ed identificazione degli spazi e delle merci;
  • una corretta gestione dell’eventuale processo di manipolazione dei prodotti;
  • l’iscrizione sul portale nazionale degli operatori biologici;
  • l’adeguamento delle etichette dei prodotti sotto autorizzazione “bio”;
  • la verifica di autorizzazione da parte di un organismo di certificazione terzo.