L’Italia unita dell’espresso

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“Intervista a Giorgio Caballini di Sassoferrato. Il via libera del Mipaaf alla candidatura Unesco”

• NOTIZIARIO TORREFATTORI, febbraio 2022

Il via libera del Ministero alla candidatura dell’espresso a bene immateriale Unesco è una vittoria innanzitutto sua. L’ideatore, nonché convinto e caparbio promotore, è il presidente CTCEIT e presidente onorario GITC, il conte Giorgio Caballini di Sassoferrato.

 


A fine gennaio è giunta, infatti, l’approvazione all’unanimità da parte del Mipaaf della candidatura a patrimonio immateriale dell’Umanità dell’Unesco de “Il caffè espresso italiano tra cultura, rito, socialità e letteratura nelle comunità emblematiche da Venezia a Napoli”. Un percorso iniziato 8 anni fa e che lo scorso anno aveva vissuto una battuta d’arresto dal momento che sul tavolo del Ministero erano giunte non una, ma due candidature. Da allora si è intensificato il lavoro di mediazione e coordinamento fra i due proponenti che ha portato all’auspicato obiettivo.
“Sono molto soddisfatto da questo primo risultato – commenta Giorgio Caballini -. Ci siamo posizionati come lo scorso anno, quando però i dossier presentati erano due. Abbiamo fatto nostre le richieste e le indicazioni giunte dal Ministero. Abbiamo mediato, lavorato assieme, non lo nascondo anche con difficoltà, ma è proprio vero che l’unione fa la forza”.
Da Venezia a Napoli, l’Italia del caffè unita con un comune obiettivo: “La scelta di citare Venezia e Napoli è naturalmente simbolica, indica il Nord e il Sud del nostro Paese, l’unità dunque – spiega Caballini -. Venezia primo porto d’importazione e prima caffetteria e Napoli capitale del Sud. Ma il lavoro non è finito, anzi bisogna rimboccarsi le maniche e c’è bisogno del contributo di tutti”.
L’iter prevede ancora due vagli determinanti e lavoro per poterli affrontare: “Il dossier dal Ministero passerà alla Commissione nazionale Unesco, la documentazione dovrà essere tradotta, dovrà esser preparato un nuovo video di presentazione del progetto. E poi superato questo livello si arriverà finalmente a quello della valutazione finale a Parigi” racconta il presidente CTCEIT che guarda con fiducia al futuro.
“Non nego che lo scorso anno, dopo lo stop del Ministero al nostro dossier così come a quello di Napoli, ero pessimista. La situazione ora è molto cambiata, guardo al percorso ancora da fare con ottimismo” prosegue.
L’auspicio è che ora questo progetto possa esser ancora più partecipato: “Il lavoro di questi anni ha richiesto l’impiego di non poche forze e un impegno economico non indifferente – chiarisce Caballini -. Ora che, con il benestare del Ministero, questa iniziativa può considerarsi a tutti gli effetti nazionale, spererei che nuove forze, specie di alcune realtà di spicco del settore finora tenutesi defilate, possano intervenire a dare il proprio sostegno e contributo. Questa causa ora è ancor più di tutti. …e per tutti non intendo soltanto i torrefattori e gli operatori, ma anche tutti i clienti, tutti gli amanti del nostro buon espresso”.
Ed in un momento di bilanci il pensiero del presidente va naturalmente al Consorzio di Tutela del Caffè Espresso Italiano Tradizionale: “Un elogio e un grazie speciale per la professionalità e la dedizione devo farli al nostro segretario, Cinzia Piovesana. Grazie a Luca Fabbri e Mauro Agnoletti, per il loro lavoro determinante, così come al Consiglio, ai soci, a tutti coloro che credono in questo progetto e hanno voluto dare il proprio contributo”.
Ora però non bisogna fermarsi: “Trovare il punto di convergenza con la commissione napoletana non è sempre stato facile, ma ciò mi ha dato l’opportunità di riconoscerne le doti e la grande abilità – conclude il conte di Sassoferrato -. Questo accordo lo reputo fantastico. Finalmente gli italiani si mettono d’accordo. È difficile fare squadra, specie per noi italiani, ma quando riusciamo a farlo siamo i migliori e non ci batte più nessuno”.